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Instabilità dei mercati finanziari: lezioni dalla crisi dei mutui subprime

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Anteprima della tesi: Instabilità dei mercati finanziari: lezioni dalla crisi dei mutui subprime, Pagina 5
1.Introduzione alla crisi finanziaria 
 
4 
 
Le banche americane, già dal 2003, avevano aumentato in modo significativo l'erogazione di 
mutui ad alto rischio, ossia a clienti che in condizioni normali non avrebbero ottenuto credito 
poiché non sarebbero stati in grado di fornire sufficienti garanzie. Inoltre la Federal Reserve 
(Fed) mantenne i tassi di interesse su valori storicamente bassi fino al 2004, in risposta alla 
crisi delle dot.com (che analizzeremo in seguito) e all'attacco dell'11 settembre 2001
2
. Tassi di 
interesse bassi equivalevano a un basso costo del denaro per i prenditori dei fondi, ossia per le 
famiglie che richiedevano mutui ipotecari, e finirono pertanto con lo stimolare la domanda di 
abitazioni.  
Nella lettera Besley e Hennessy espongono la loro idea secondo cui la popolazione degli Stati 
Uniti, trovandosi in un contesto caratterizzato da benessere generale in cui poteva beneficiare 
di una scarsa disoccupazione, di beni di consumo poco costosi e di credito pronto, era poco 
propensa a pensare ad una crisi tanto nera come quella che si sarebbe verificata di lì a poco. 
Allo stesso modo, i due economisti, parlano di condizioni favorevoli per le imprese americane 
che potevano beneficiare di minori costi di indebitamento; per i banchieri, che hanno ampliato 
la loro attività in tutto il mondo; e per il governo che ha beneficiato di elevati ricavi fiscali che 
consentivano di aumentare la spesa pubblica sulle scuole e sugli ospedali. 
Ma il più facile accesso al credito, il minor prezzo del denaro e l’aumento dell’acquisto di 
immobili con conseguente ovvio aumento dei relativi prezzi, generò una vera e propria bolla 
immobiliare. Ci si trovava in una situazione favorevole che era destinata ad esaurirsi 
necessariamente: la Fed avrebbe potuto tornare ad innalzare i tassi di interesse –cosa che 
infatti fece nel 2004- e ciò avrebbe inevitabilmente portato all’aumento del costo dei mutui 
con conseguente aumento dei casi di insolvenze delle famiglie incapaci di restituire rate 
sempre più onerose. Il ciclo benefico americano era dunque piuttosto illusorio e gli esperti 
avrebbero dovuto capirlo per tempo; eccolo il colpevole per Besley e Hennessy nella mancata 
prevedibilità della tempistica, della portata e della gravità della crisi: l’immaginario collettivo 
degli economisti. Quell’economia mainstream tanto affermata quanto al tempo stesso criticata 
proprio per la sua incapacità di prevedere le crisi, per la sua ostinazione a fondarsi su concetti 
ormai superati. 
Questa appena analizzata ovviamente non fu l’unica risposta al quesito della Regina: dieci 
importanti economisti inglesi, subito dopo, scrissero a loro volta una lettera
3
 con cui 
intendevano rispondere alla domanda della Regina Elisabetta ma, allo stesso tempo, anche a 
                                                           
2
 www.consob.it. 
3
  Lettera indirizzata alla Regina del Regno Unito Elisabetta II, scritta dai dieci economisti Dow, Earl, Foster, 
Harcourt, Hodgson, Metcalfe, Ormerod, Rosewell, Sawyer, Tylecote, il 10 agosto del 2009.

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Informazioni tesi

  Autore: Patrizia Mastropietro
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi dell'Aquila
  Facoltà: Economia
  Corso: Amministrazione, economia e finanza
  Relatore: Marco Valente
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

FAQ

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Parole chiave

cartolarizzazione
strumenti finanziari derivati
mutui subprime
npl
crisi debiti sovrani
students loan
economia mainstream
proprietà emergenti

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