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Interpretare la schiavitù: quattro penne di scrittrici anglofone a confronto

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Anteprima della tesi: Interpretare la schiavitù: quattro penne di scrittrici anglofone a confronto, Pagina 6
10 
 
nella città di Bologna i servi della gleba e gli schiavi
17
. Nonostante la schiavitù fosse 
uscita dalla prassi comune, non ugualmente poteva dirsi del commercio degli schiavi 
che, in epoca medievale, fu assai fiorente. Uno dei mercati più noti per potersi 
aggiudicare questa particolare “merce” era Verdun, dove gli schiavi provenivano in 
massima parte dalla Polonia
18
 e da qui inviati, attraverso la Spagna, nei paesi Arabi. Già 
verso i primi decenni del XIV secolo cominciarono ad arrivare in Europa anche i primi 
schiavi africani, visto che, all’epoca, nei paesi islamici la schiavitù non solo continuava 
ad essere tollerata ma stava attraversando un periodo di grande espansione
19
. Si 
assistette, in altre parole, a una ripresa della schiavitù solo che, alle soglie dell’era 
moderna, non interessava più le popolazioni cristiane ma tutte le altre.  
Nel 1430, ad esempio, gli Spagnoli colonizzarono le Isole Canarie e 
schiavizzarono la popolazione locale
20
; appena papa Eugenio IV venne a conoscenza di 
quanto stesse accadendo emise una bolla contro la schiavitù, la Sicut Dudum (1435) che, 
tuttavia, non sortì alcun effetto
21
. Poco tempo dopo, però Colombo sarebbe approdato a 
Hispaniola e poi nelle Americhe dando inizio ad alcune delle più fosche pagine della 
storia europea, il quasi totale annientamento delle popolazioni amerinde
22
. Nel 1519 il 
vescovo di Darien (Panama) sostenne che gli amerindi erano «a mala pena uomini e la 
schiavitù è il mezzo più efficace ed in realtà l’unico utilizzabile con loro»
23
 ma, quasi un 
decennio dopo, nel 1526, Carlo V (re di Spagna e del Sacro Romano Impero), di fronte 
ai genocidi commessi e all’asservimento di migliaia di uomini e donne per lo più 
inoffensivi, proibì la schiavitù in tutto l’Impero emanando nel novembre del 1542 le 
Leggi Nuove
24
. 
Lo stermino e la riduzione in schiavitù delle popolazioni sudamericane fu così 
cruento che anche tra le fila dei conquistadores si levarono voci di dissenso; non 
possiamo non ricordare l’azione di Bartolomeo de Las Casa, ex compagno di Cristoforo 
                                                 
17
 Cfr. ANTONELLI A., GIANSANTE M., Il Liber Paradisus e le liberazioni collettive nel XIII secolo: 
cento anni di studi (1096-2008), Marsilio, Firenze, 2008. 
18
  Non fu certamente un caso se la Polonia, assieme alla Lituania, fu, nel XVI secolo, uno tra i primi 
Paesi a vietare il commercio di schiavi.  
19
 LLIFFE J., Popoli dell’Africa. Storia di un continente, Pearson Italia, Milano, 2007, p. 169 e ss. 
20
 PICCINNI G., I mille anni del Medioevo, Pearson Italia, Milano, 2007, p. 395. 
21
 SOCCI A., La guerra contro Gesù, Mondadori, Milano, 2012, p. 35. 
22
 PIETROSTEFANI G., La tratta atlantica: genocidio e sortilegio, Jaca Book, Milano, 2000, p. 38. 
23
 La citazione si trova riportata in SCAMMELL G. V., Genesi dell’Euroimperialismo, Ecig, Genova, 
2000, p. 172. 
24
 MIRABELLA P., L’uomo e I suoi diritti. Una riflessione etica a partire della , Effata editrice, Milano, 
2009, p. 55.

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Informazioni tesi

  Autore: Vanessa Meriggi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Elisabetta Marino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 143

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