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L’Esperienza dell’Unione Libera Italiana del Calcio e il football in Italia prima del fascismo

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Anteprima della tesi: L’Esperienza dell’Unione Libera Italiana del Calcio e il football in Italia prima del fascismo, Pagina 6
Novecento le regole divennero grosso modo simili a quelle adottate ancora oggi, in 
occasione delle moderne sfide calcistiche. Un importante contributo allo sviluppo di 
questo sport fu dato dalla scoperta della palla perfettamente sferica. In origine, 
infatti, la palla era ricavata o da stracci di tela arrotolati o da vesciche di animali, i 
quali però non assicuravano, come è possibile immaginare, una perfetta sfericità e, 
quindi, né rimbalzi controllabili né resistenza ai colpi. Con l’importazione dai 
possedimenti inglesi dell’Oceano Indiano del caucciù, pianta originaria delle foreste 
sudamericane trapiantata nelle colonie, fu possibile l’invenzione della camera d’aria 
e, quindi, il perfezionamento dell’oggetto imprescindibile per la pratica del football.
 
Dopo il 1863, il football si diffuse tra le classi sociali e si espanse 
geograficamente. Se a Londra si riunì un gruppo di studenti per definire il gioco, a 
poco a poco, la passione per il calcio passò da essi ai ceti che avevano a disposizione 
del tempo libero e che non dovevano sopportare un’attività lavorativa eccessiva, tale 
da non consentirgli di praticare dello sport. Così, ad avvicinarsi allo sport, furono 
inizialmente le classi più agiate, ovvero la classe imprenditoriale e il ceto medio, e 
solo con il progressivo miglioramento delle condizioni lavorative dei ceti più poveri, 
la pratica calcistica fu accessibile all’intera società. 
La diffusione geografica del gioco avvenne grazie ai rapporti che univano i 
diversi Paesi continentali alle Isole Britanniche e lo sport riuscì a penetrare 
maggiormente in quei Paesi più predisposti culturalmente, dove si era già affermata 
la cultura dell’esercizio fisico per il tramite delle società ginnastiche, oppure dei club 
del Cricket fondati in tutta Europa dagli inglesi all’estero. 
La contaminazione si verificò tramite gli spostamenti commerciali, turistici e 
tra le università. Così gli esportatori principali, tra i britannici, furono le classi più 
agiate che, in estate, sceglievano l’Europa come meta turistica e i marinai che 
facevano tappa nelle città portuali europee, i quali non rinunciavano alla pratica 
calcistica e costituivano dei veri e propri team che si confrontavano in tutti i porti 
europei. Da sottolineare, per la diffusione del gioco, l’importanza degli imprenditori 
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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Gandini
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Roberto Chiarini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 67

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