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L'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) e le priorità geografiche, due modelli a confronto. Svezia e Italia

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Per questi motivi le politiche di cooperazione governativa allo sviluppo 
sono, nell’ultimo periodo,  oggetto di profonde critiche ed analisi in 
quanto, oltre ad avere portato a risultati poco soddisfacenti, esse 
dovranno essere capaci di affrontare il problema contemporaneo più 
difficile, la gestione della globalizzazione. Per capire il perché di tante 
critiche basta citare qualche dato: l’ APS verso i paesi più bisognosi 
negli anni novanta è diminuito continuamente passando dal 62% del 
totale nel 1990 al 50% nel 1995. Inoltre i paesi del DAC appartenenti 
al G7 hanno sempre versato una quota minore di aiuti in proporzione 
al peso del loro PIL, contrariamente a quanto versato dai paesi DAC 
più piccoli
9
.   
La concentrazione dell’ APS, misurata solitamente dalla percentuale di 
fondi percepiti dai primi venti beneficiari
10
, e la distribuzione 
geografica dello stesso sono spesso indicatori dei criteri fondanti e 
delle motivazioni che portano alla cooperazione governativa allo 
sviluppo: cambiamenti di queste variabili possono dipendere sia da 
fattori eccezionali (improvvise emergenze) che dagli interessi del paese 
donatore. Per stabilire i motivi per cui una nazione applica certe 
politiche di cooperazione vanno analizzati innanzitutto i criteri 
generali di allocazione dell’ APS e, successivamente,  i dati reali, per 
verificare l’esistenza o meno di incongruenze con i criteri generali. 
Possono esistere varie motivazioni che determinano la distribuzione 
dei fondi: 
• MOTIVAZIONE POST COLONIALE: cioè influenze di natura 
storica verso una certa area, sono motivazioni ancora influenti 
in Gran Bretagna ed in Francia; 
• MOTIVAZIONE GEO-ECONOMICA: derivante dalla vicinanza 
territoriale (Italia- Albania); 
• MOTIVAZIONE POLITICO- ECONOMICA: pressione da parte di 
uno stato sviluppato su un'altra nazione industrializzata per 
avviare progetti in paesi con cui il primo non intende avere 
rapporti per motivazioni politiche ideologiche (regia occulta USA 
nella cooperazione giapponese con alcuni ‘stati canaglia ’); 
• MOTIVAZIONE ECONOMICA concernente mercati di sbocco, 
materie prime, investimenti di varia natura etc; 
• MOTIVAZIONE POLITICO-INTERNAZIONALE, dettata dalla 
rilevanza geopolitica di alcune aree all’interno di zone instabili o 
comunque a rischio conflitto 
Dall’analisi di queste motivazioni possiamo dedurre che spesso dietro 
alle politiche di cooperazione vi sono propositi che hanno poco a che 
fare con la solidarietà o la lotta alla povertà,  ma che si collocano su 
un piano più ‘egoistico’.  
La presenza di criteri di questo tipo all’interno nella gestione della 
cooperazione governativa è un dato di fatto, spesso però tali fattori si 
combinano con altri di tipo solidaristico ed ‘ altruistico ’, sentimenti 
                                                 
9
 I paesi G7 all’interno del DAC producono l’87% del PIL totale, ma la loro quota sul totale dell’ APS 
è pari al 74%. I paesi minori pur producendo solo il 13% del PIL, versano il 26% degli aiuti. 
10
 La concentrazione dell’APS di una nazione è influenzata sia dal numero di paesi a cui i fondi sono 
concessi sia dalla percentuale di fondi percepita dai maggiori stati riceventi. Una eccessiva dispersione 
degli aiuti provoca una diminuzione dell’efficacia e dell’efficienza degli stessi. 

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L'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) e le priorità geografiche, due modelli a confronto. Svezia e Italia

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Informazioni tesi

  Autore: Alberto Civardi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Enrica Neri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 52

FAQ

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