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L'analisi discriminante per la valutazione del rischio di credito

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Anteprima della tesi: L'analisi discriminante per la valutazione del rischio di credito, Pagina 6
varie classi di creditori, senza mutare il valore complessivo dei loro claims. Infatti, in 
caso di debito rischioso il debito ordinario è integralmente sostituito da debito 
privilegiato ed in caso di insolvenza i creditori potranno rivalersi sull’intero  valore 
dell’attivo aziendale.
Un’ulteriore vantaggio di convenienza del credito garantito è la possibilità di 
deduzione degli interessi passivi come dimostrato da Modigliani-Miller rispetto alle 
aziende unlevered. Per contro, secondo autorevoli studiosi il ricorso al credito 
ordinario rispetto a quello  garantito trova la sua ragion d’essere  nei minori costi di 
agenzia  del finanziamento. Inoltre la classificazione dei costi d’agenzia condotta da  
Jensen- Mecking (1976)
4
 comprende:
- 1)  i costi di monitoraggio dell’attività dell’impresa da parte dei finanziatori
     esterni (ossia dei creditori) e serve a   mitigare problemi di moral hazard
     rispetto a quelli dello screening utili contrastare problemi di adverse
     selection ;
- 2)  costi opportunità dovuti alla perdita di flessibilità (bonding) delle decisioni
              aziendali, a seguito  della stipula dei contratti di finanziamento che
              vincolano la libertà d’azione  del manager dato l’interesse di tutela dei
              finanziatori contro il rischio di comportamenti opportunistici;
- 3) perdita residua, connessa alla deviazione- raramente eliminabile
    dalla situazione di first-best raggiungibile in presenza di asimmetrie
   informative e di costi di transazione.
Secondo uno studio condotto da Silvia Rigamonti
5
 (2001), il ricorso al credito 
garantito è nel nostro sistema un fatto non trascurabile. In media circa il 70% 
dell’ammontare dei finanziamenti erogati dal sistema bancario alla clientela privata è 
protetto da una forma di garanzia, di cui il 28% è rappresentato da crediti assistiti da 
garanzie reali mentre il restante 42% da crediti protetti da garanzie personali. La 
dinamica temporale mostra inoltre un andamento moderatamente decrescente e 
riguardo le garanzie personali a vantaggio  di una crescita delle garanzie reali. 
L’utilizzo delle garanzie appare a livello sistemico piuttosto elevato rispetto a quanto 
riscontrato negli Stati Uniti; questo si è mostrato confortante in occasione della crisi 
finanziaria prodotta dai subprime, ma nello stesso tempo è stato causa di 
sottosviluppo in settore che mostravano maggiori potenzialità data l’impossibilità per 
il nostro paese  da parte delle PMI di ricorrere al credito bancario senza prestare 
garanzie. I dati di Centrale dei Rischi segnalano infatti una dinamica decrescente nel 
ricorso alla garanzie reali al crescere dell’ammontare del fido accordato alla clientela. 
La richiesta di garanzie reali  appare una prassi piuttosto generalizzata e 
l’attenuazione del ricorso a forme protettive del credito è significativa solo per le 
grandi imprese. I dati di bilancio delle singole banche, oltre a evidenziare un 
maggiore ricorso a forme di protezione del credito nelle banche di piccola 
7
4
Mecking.  J.    (1976).  Opera  citata  n.  2.  Classificazione  dei  cos  di  agenzia.  Le  garanzie  del  credito  alle  imprese.  Pag.30
5
  S.  Rigamon.  S.  (  2001).  Opera  citata  n.2.  Le  garanzie  del  credito  alle  imprese.  ll  ricorso  alle  garanzie  nella  concessione  
di  credito:  un’indagine  su  da  aggrega.  Pag.  101  
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Informazioni tesi

  Autore: Vincenzo Iacobellis
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Bancaria, Finanziaria ed Assicurativa
  Relatore: Pasqualina Porretta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 85

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Parole chiave

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finanziamento
rischio di credito
basilea ii
score
prestito alle imprese
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bilancio per indici

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