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L'economia ai tempi delle crisi. Etica e nuovi modelli di sviluppo.

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Anteprima della tesi: L'economia ai tempi delle crisi. Etica e nuovi modelli di sviluppo., Pagina 7
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mondo delle imprese non era riuscito a capire che il proprio successo era la radice stessa della crescente crisi 
economica7.  
 
Alla perenne ricerca di utili con cui soddisfare le pretese degli investitori, le aziende dell‟epoca, non 
tenendo conto delle richieste avanzate dai dipendenti, avviarono un ampio processo di 
riorganizzazione interna volta ad abbattere i costi e ad aumentare la produzione.  
Al fine di stimolare questo processo gli imprenditori avevano bisogno di capitali, anche per avviare 
il processo di pubblicizzazione e marketing del prodotto come sostenuto da Rifkin, e quindi si 
rivolsero alle banche. Entrando così di diritto nel gioco finanziario di Wall Street, poiché i debiti 
contratti dalle aziende con e attraverso le banche avevano bisogno di essere alimentati dal mercato 
azionario, cioè attraverso l‟utilizzo dei fondi risparmio versati dai consumatori presso le banche. 
È necessario dire come fino alla crisi del ‟29 non esisteva una regolamentazione, che differenziasse 
le diverse tipologie di istituto finanziario privato: le casse di risparmio o banche commerciali, che 
accettavano i depositi, e le banche di investimento8, che invece non li accettavano.       
Comunque la frenesia comportata da tale mole di investimenti, che diede origine ai famosi anni 
ruggenti, cessò il 24 Ottobre 1929, quando il panico per una mancata restituzione dei prestiti alle 
banche si diffuse tra gli investitori, che cominciarono a pretendere la restituzione del denaro 
investito, con il conseguente crollo del mercato sia bancario che azionario.    
La prospettiva fin qui adottata si propone di far comprendere sia la dinamica che portò alla Grande 
Depressione, ma consente anche di spiegare come i cambiamenti produttivi, definiti labor saving, 
applicabili sia alla natura del processo che al prodotto possano influire, in modo determinante, 
sull‟andamento reale dell‟economia e della società. 
Le istituzioni pubbliche americane, dal presidente fino all‟ultimo dei suoi consiglieri, non 
compresero fino in fondo la gravità della situazione, sostenendo che per lo più si trattava di una 
congiuntura negativa. 
È del tutto evidente, infatti, che il sottovalutare le conseguenze economiche di un processo può 
spesso indurre ad assumere un atteggiamento inadatto alle circostanze. D‟altronde i cambiamenti 
sociali che avvengono a causa dell‟innovazione tecnologica, non sempre sono percettibili nel breve 
periodo, mentre è più facile riscontrarli nel lungo periodo. 
Riflettendo sulla nozione di Innovazione, si scopre che questo concetto non era stato ancora bene 
correttamente definito, né dagli studiosi di economia, in relazione alle,  e coerentemente con le, loro 
teorie; né dagli epistemologi, che riducendo il concetto di innovazione a quello di invenzione, non 
                                                          
7
 JEREMY RIFKIN. La fine del lavoro.  Il declino della forza – lavoro  globale e l’avvento dell’era post – mercato.  
Trad. it. a cura di Paolo Canton. Edizioni Oscar Mondadori di Arnoldo Mondadori & C., Milano, 2002, pag. 55.      
8
 «Il Glass-Steagall Act separava le banche in due categorie: le banche commerciali, che accettavano depositi, e le 
banche di investimento, che non li accettavano. Le banche commerciali erano soggette a pesanti restrizioni sui rischi da 
assumere; in cambio avevano un immediato accesso al credito erogato dalla FED (la cosiddetta Discount Window); e 
cosa più importante i loro depositi erano garantiti dal contribuente. Le banche d‟investimenti erano molto meno 
regolamentate, ma ciò era sopportato perché, in quanto istituzioni che non accettavano depositi, non erano esposti alle 
temutissime corse agli sportelli». PAUL KRUGMAN. Il ritorno all’economia della depressione e la crisi del 2008. 
Trad. it. a cura di Nicolò Regazzoni e Roberto Merlini. Edizioni Garzanti, Milano, 2009, pag. 177.   
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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Camarda
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Fabrizio Sciacca
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 304

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