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L'eredità basagliana

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Anteprima della tesi: L'eredità basagliana, Pagina 9
reintegrativo? E’ possibile comunicare con il folle senza categorie razionali; senza 
ragione, non si condanna forse la follia al silenzio, all’abbandono, all’isolamento? 
 Basaglia ritiene innanzitutto che la follia, nata e respinta dalla società, debba a 
quest’ultima fare ritorno. E’ forse possibile che il cambiamento, la chiusura dei 
manicomi, la nuova pratica, produrrà una nuova teoria e, quel folle che sembra 
oggi  evidenziare il paradosso dell’esistenza umana in un intreccio di follia e 
ragione, troverà così il suo posto, mai scontato, in una società che riconosce la 
follia come parte della propria realtà, in un percorso che porta il riconoscere 
dell’irrazionalità interna al vissuto umano, e che quindi la avvicina con pudore. 
Un pudore che è disposto a divenire silenzio, ascolto, sospensione o sosta di 
fronte al dolore, attesa di riconoscere la follia senza che il pressante ‘logos’ 
produca una comoda semplificazione.   
L'idea di follia di Basaglia sembra essere legata a chiare definizioni di scienza, di 
società civile, di persona.  La scienza è ciò che rende la follia vera 
incomunicabilità attraverso la teoria e le definizioni aprioristiche che ne dà. È 
quindi una razionalizzazione che si basa sul potere di chi può imporre la propria 
ragione: non tanto su ciò che è privo di significato, ma su ciò che è facilmente 
dominabile  e inscrivibile in categorie pre-costituite.  Ed è proprio per queste sue 
caratteristiche che la scienza si allontana dall'uomo e dai suoi bisogni, come dice 
lui stesso: " il mondo dei bisogni non è neppure sfiorato dalla psicoanalisi. Essa, 
come ogni branca delle scienze umane, si muove essenzialmente sul piano... dei 
bisogni indotti…”  
 La società civile è il luogo dove nasce la follia e dove questa viene ripudiata e 
successivamente definita come aliena alla società stessa. La follia non è parte 
della società civile.  Per Basaglia la follia nasce nella società e a questa deve 
ritornare, e questo è un imperativo etico oltre che un dato di realtà; occorre 
superare l’istituzione per riconoscere la follia dove ha origine. La follia è parte 
della società molto più di quanto essa voglia ammettere.  Tutto questo mette in 
discussione la definizione di un uomo, di persona e come ‘essere razionale’.   
Il concetto di follia, non assimilabile al concetto di inconscio freudiano, in quanto 
elemento di interpretazione di dominio della ragione stessa, è parte integrante 
dell'uomo. L'uomo è caratterizzato da follia oltre che da ragione, e questa è 
un'evidenza della realtà. L'intreccio di questi due elementi, paradosso 
dell’esistenza umana, non è facilmente comprensibile, ma certamente non è 

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L'eredità basagliana

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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Pelloni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Servizio Sociale
  Relatore: Alessandro Bosi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 111

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Parole chiave

franco basaglia
legge basaglia
manicomi
ospedali psichiatrici
legge n. 180-1978

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