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L'Etolia arcaica e il centro di Thermos

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Anteprima della tesi: L'Etolia arcaica e il centro di Thermos, Pagina 13
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Ricorsi aritmetici e ingegneristici osservati nei cosiddetti megaron A e B inducono 
Rhomaios a individuare una continuità abitativa tra la fase micenea e quella geometrica: 
si sottolinea la quasi uguaglianza delle lunghezze dei due edifici (m. 22 per A e m. 
21,40 per B) e si nota in entrambi la stessa inclinazione dei muri verso l'interno, mentre 
la curvatura del muro settentrionale di B viene interpretata come un richiamo della 
forma a ellisse del muro nord di A. In base a questi elementi Rhomaios sostiene che il 
costruttore del megaron B avesse avuto sotto gli occhi l'edificio detto megaron A, che 
sarebbe stato quindi in uso fino all'avvento della nuova costruzione. Un legame di 
continuità sarebbe da riscontrare anche tra megaron B e tempio vero e proprio: anche in 
questo caso lo starebbero a dimostrare affinità metrologiche, quali la quasi identità tra la 
lunghezza del megaron B e la lunghezza del sekos del tempio e fra le larghezze dei due 
edifici e tra i rapporti degli intercolumni. Ma all'interno di questa continuità così 
delineata che andrebbe dal miceneo all'arcaismo, Rhomaios crede di poter individuare 
due fasi, una più antica e una più recente rispetto ad un limite discriminante che 
dovrebbe collocarsi nel periodo geometrico, all'interno dell'età del ferro, e non tra età del 
bronzo ed età del ferro, come lo scavatore tendeva a pensare in un primo momento. Più 
precisamente la distinzione tra due fasi, delle quali una risalirebbe fino agli inizi 
dell'occupazione del sito, mentre l'altra scenderebbe fino all'arcaismo, si collocherebbe a 
metà della vita del megaron B, che avrebbe anche subito un cambiamento d'uso: nella 
prima fase sarebbe stato utilizzato come dimora del re e nella seconda come sede di 
culto della divinità un tempo personale del re e poi divenuta pubblica, della comunità, in 
seguito ad un graduale processo di volgarizzazione. Il discrimine tra le due epoche, che 
assume un'importanza fondamentale nell'analisi dello sviluppo politico e sociale 
dell'insediamento svolta da Rhomaios, sarebbe provato da due testimonianze 
archeologiche: la presenza, nello strato superiore di cenere del megaron, di manufatti 
geometrici in bronzo e la loro assenza negli strati inferiori; la peristasi ellittica, la cui 
esistenza è assicurata dalle diciotto basi di colonne ritrovate, che è ritenuta da Rhomaios 
un'aggiunta successiva alla costruzione del megaron ed è interpretata come la 
dimostrazione tangibile del cambiamento d'uso avvenuto nel megaron, da abitazione del 
re a dimora (na�j) della divinità pubblica. La sezione scavata all'interno del megaron 
(23) presenterebbe la divisione tra le due fasi: essa mostra una serie di quattro strati, 
uguali due a due, stesi sopra la superficie originaria del megaron e risultanti da azioni 

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L'Etolia arcaica e il centro di Thermos

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Informazioni tesi

  Autore: Massimo Miranda
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1993-94
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Domenico Musti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 183

FAQ

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storia greca
storia antica
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thermos

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