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L'evoluzione del Reporter di guerra. Dal taccuino ai droni

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Anteprima della tesi: L'evoluzione del Reporter di guerra. Dal taccuino ai droni, Pagina 9
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Spesso il pericolo è un compagno di viaggio scomodo. Anche un semplice gesto, quale 
l’afferrare rapidamente il taccuino d’ordinanza al fine di scrivere di getto delle informazioni 
appena reperite da una fonte locale, può provocare spiacevoli inconvenienti.  
Il media che si distinse maggiormente dagli altri, dopo la sua invenzione ed il suo progressivo 
sviluppo dalla fine dell’800 in avanti, fu sicuramente la radio. Tale strumento innovativo, 
permise di diffondere messaggi, entrando nella mente dei cittadini in qualsiasi posto adibito alla 
ricezione. Bar, tavole calde, scuole, furono i primi luoghi pubblici nei quali vennero inserite. 
Questo evento epocale permise un controllo più attivo sugli ascoltatori. I maggiori governi, tra 
cui quello italiano guidato da Mussolini, che approfittò dello sviluppo tecnologico, diffondendo 
la propria ideologia attraverso i giornali, il cinema e appunto la radio, ne compresero subito la 
grande potenzialità, divenendo protagonista indiscussa, in particolar modo, nel periodo 
compreso tra la I e la II guerra mondiale.  
 
Ma il completo trionfo la radio lo ebbe poi nello sbarco in Normandia, il 6 giugno ’44. Mentre i 
corrispondenti della stampa si dannavano ancora l’anima a cogliere il senso reale di quanto stava 
avvenendo su quel fronte senza fine, e poi con quella partecipazione pazzesca, incalcolabile, di 
uomini e di mezzi, i radiocronisti invece se ne andavano ormai diritti come un treno e potevano già 
raccontare, alle orecchie di tutto il mondo, la storia dettagliata del giorno più lungo della loro 
vita
27
. 
 
La stampa era sempre stata in difficoltà, essendo costantemente controllata e pesantemente 
censurata, e nelle poche occasioni in cui la censura stessa allentava la sua morsa, i giornali si 
sentivano spaesati, non in grado di reperire le informazioni utili, in breve tempo, da diffondere. 
Protagonisti furono in questo modo gli innumerevoli radiocronisti impiegati a descrivere uno 
dei momenti storici di maggior rilievo, lo sbarco in Normandia. 
 
L’esercito di radiocronisti inglesi fu spedito a coprire ogni buco che fosse possibile scovare sulla 
faccia della Terra, tra la latitudine delle bianche scogliere e quella delle spiagge normanne. I 
magnifici cinquanta furono dovunque: ne potevi incontrare uno sulle navi, uno tra le truppe che 
sbarcavano, uno sui blindati degli anfibi, uno con gli aerei che stavano spianando il terreno; c’era 
anche, com’è ovvio, nella sede del comando supremo degli Alleati, ma ce n’era uno anche a bordo 
di un aliante che si librava sopra il primo cielo di Francia
28
. 
 
                                                             
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 ivi p. 418-419 
28
 ibidem

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Otella
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche e Sociali
  Relatore: Marinella Belluati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 100

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