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L'immigrazione femminile in Italia

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Anteprima della tesi: L'immigrazione femminile in Italia, Pagina 11
La componente femminile, già inurbata nel Paese di origine, e quindi già sensibilizzata, in 
positivo e in negativo, ai modelli della cultura e dello stile occidentali, incontra certamente minori 
difficoltà di adattamento nel contesto sociale meta della migrazione. Ciò implica però, anche in 
questo caso, l'assunzione di modalità di comportamento che reinterpretano il ruolo femminile e che, 
nella ricerca di una conciliazione culturale, finiscono con il non corrispondere più né a quelle del 
Paese di origine né a quelle del paese di immigrazione. La propria identità di donna, la propria 
identità nazionale o etnica, la tensione all'emancipazione la coinvolgono al livello di tutto il suo 
sistema culturale di riferimento, producendo esiti che vanno dalla tormentata integrazione, 
all'adattamento definito nel tempo per motivi economici, alla strenua lotta contro l'assimilazione 
globale. La peculiarità della migrazione femminile ha certamente gran parte delle sue motivazioni 
di base riferibili ad esigenze economiche ma, a differenza della migrazione maschile, unisce anche 
motivazioni intime e soggettive, come le fratture affettive, i ricongiungimenti familiari, il disagio 
nella condivisione di alcune forme e di determinati obblighi sociali appartenenti alla propria cultura 
d'origine. 
La dinamicità contraddittoria di entrambi i modi della migrazione femminile, può essere sia agita 
in prima persona, sin dalla partenza, sia subita, cioè acquisita più o meno volontariamente e 
consciamente durante il processo di stabilizzazione nel contesto d'accoglienza. Queste due tipologie 
identificano modelli codificati e schematici, le cui strategie di conservazione delle norme 
tradizionali o di apertura all'innovazione, comportano, in ogni caso, una fuga dall'isolamento e dalla 
solitudine conseguenti allo sradicamento dal proprio habitat affettivo e culturale. Nella dinamica 
esistente tra culture diverse, quella minoritaria del gruppo immigrato, e quella egemonica del 
contesto di accoglienza, si inscrive un rapporto di interscambio tra modalità sociali e culturali 
differenti, che si manifestano attraverso una serie di giustapposizioni, di ambivalenze e talora anche 
di ambiguità, frutto di una reinterpretazione o trasposizione dei ruoli fondanti del Paese d'origine, 
che trovano nel contesto migratorio un nuovo modo di espressione, attraverso combinazioni varie e 
differenziate. In questa complessità si evidenzia soprattutto il ruolo significativo della donna 
migrante, che si fa carico di gestire le dinamiche d'interazione tra gruppi e culture, mantenendo da 
un lato un rapporto di continuità con il passato attraverso la trasmissione della tradizione, e 
codificando dall'altro i comportamenti e i gesti appropriati alla situazione contingente del contesto 
di accoglienza. In tale modo la donna, anche se non esplicitamente, si costituisce come elemento 
basilare del rapporto tra continuità e cambiamento. 
Il complesso processo combinatorio nel quale si formano gli esiti dell'intreccio di culture 
differenziate, ci porta fuori sia dalla supposta polarizzazione dei comportamenti e delle motivazioni 
immigratorie (innovative o tradizionali) della donna, sia dal supposto sviluppo lineare che va dalla 

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L'immigrazione femminile in Italia

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Informazioni tesi

  Autore: Massimo Dellafiore
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Giuliano Piazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 123

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