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La commissione di garanzia nella vecchia e nella nuova disciplina della legge sullo sciopero dei servizi pubblici essenziali

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Anteprima della tesi: La commissione di garanzia nella vecchia e nella nuova disciplina della legge sullo sciopero dei servizi pubblici essenziali, Pagina 6
  
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della Costituzione repubblicana dell’art. 330, ritenuto ispirato in toto 
all’ordinamento corporativo fascista e quindi contrastante con 
l’ordinamento vigente. 
       Si contestava inoltre la tesi per cui limitazioni alla titolarità del di-
ritto di sciopero fossero legittime ex art. 98 Cost., facendo notare che 
con tale norma si prevedeva la possibilità per il Legislatore di preve-
dere il divieto all’iscrizione a partiti politici per determinate categorie 
di pubblici funzionari e che questo non cita assolutamente i sindacati 
accanto ai partiti. 
       In una memoria di costituzione si faceva poi notare come gli im-
putati, nella fattispecie dei Vigili urbani, si erano impegnati, in con-
formità alle direttive delle loro organizzazioni sindacali a espletare le 
funzioni da ritenersi essenziali, portando ad esempio le funzioni di po-
lizia giudiziaria o di pubblica sicurezza relative ad eventuali incidenti 
stradali. 
       Le numerose cause furono riunite e risolte con la sentenza 
31/1969. A proposito della tesi dell’avvenuta abrogazione dell’art. 330 
ad opera della Costituzione la Corte rispose che questa norma aveva 
ancora ragione di esistere nell’ambito del nostro ordinamento demo-
cratico, per il caso di abbandoni arbitrari del posto di lavoro che non 
hanno finalità rivendicative, pur se appariva eccessiva la sanzione da 
essa comminata; argomentò inoltre sottolineando che una norma mol-
to simile esisteva nell’art. 181 del Codice penale Zanardelli, che era di 
chiara ispirazione liberale
13
. Alla tesi per cui si sarebbe violato l’art. 3 
                                                 
13
 NEPPI MODONA risponde con nella nota alla sentenza in esame, Sciopero nei pubblici servizi, 
ordinamento corporativo e politica costituzionale, pubblicata in Giur. Cost. 1969, pagg. 412 e 
segg. che l’art. 181 del codice Zanardelli era nato per scopi e finalità del tutto estranee alla repres-
sione degli scioperi nei pubblici servizi o nel pubblico impiego, dimostrandolo dalla formulazione 
letterale della norma (“i pubblici ufficiali che in numero di tre o più, e previo concerto, abbando-
nano indebitamente il proprio ufficio” ) e con la mancanza di qualsiasi accenno a tale utilizzazione 
della disposizione nei lavori preparatori e soprattutto con argomentazioni di carattere storico, con 
cui si faceva notare come la norma in questione avesse trovato applicazione nel periodo fascista, 
durante il quale la giurisprudenza abrogò praticamente l’inciso “previo concerto”, ravvisando 

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La commissione di garanzia nella vecchia e nella nuova disciplina della legge sullo sciopero dei servizi pubblici essenziali

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Battista Panzano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giuseppe Santoro Passarelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 163

FAQ

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Parole chiave

diritto del lavoro
servizi pubblici essenziali
diritto di sciopero
legge n. 146-1990
legge n. 83-2000
commissione di garanzia
legge giugni

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