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La costituzionalizzazione dell'equilibrio di bilancio: Italia europeista o europeizzata?

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quale segnala – relativamente al secondo dei due quesiti – l’eventualità di circoscrivere 
l’iniziativa alla sola prima Camera. All’obiezione di Gustavo Fabbri (appartenente al 
Gruppo Parlamentare Misto) che riteneva il principio dell’eguaglianza di poteri delle 
due camere come valido per ogni questione, risponde Luigi Einaudi, precisando che si 
doveva accordare piuttosto una priorità alla Camera nell’esame delle leggi finanziarie. 
Questo perché, come spiegato da Einaudi nella prosecuzione del suo intervento, un 
tempo il principe si vedeva costretto a chiedere ai contribuenti le somme occorrenti 
all’erario tramite i loro rappresentanti nella camera bassa, che quindi rispondevano 
direttamente al popolo. La seconda camera, però, era mutata in maniera sostanziale non 
essendo più – come avveniva con lo Statuto albertino – una camera vitalizia di nomina 
regia, ma era anch’essa elettiva (anche se su base regionale)
10
. Dunque su questa base si 
può spiegare la ratio della priorità per la camera bassa. Questo rappresenta un retaggio 
storico molto importante, poiché la prima camera – per antonomasia – ottempera alla 
rappresentanza politica, mentre la seconda contempla istanze diverse e, sostanzialmente, 
un’altra idea di rappresentanza. Per trovare un precedente storico a questa visione, 
nell’art. 10 dello Statuto albertino si prescriveva che ogni legge di imposizione di tributi 
o di approvazione di bilanci e dei conti dello Stato fosse presentata in prima lettura alla 
Camera dei deputati, secondo il principio “no taxation without representation
11
”.  
Einaudi, però, va oltre evidenziando l’opportunità di limitare al Governo l’iniziativa in 
materia di bilancio, negandola ai membri delle camere. Secondo Einaudi, i rapporti tra 
Parlamento e Governo in materia di bilancio si erano capovolti e, nel corso degli anni, i 
deputati – per consolidare il proprio consenso elettorale – avevano proposto spese senza 
valutare la loro effettiva sostenibilità finanziaria. Emerge, così, la preoccupazione di 
Einaudi per il clientelismo, e forse anche per la corruzione. Il costituente piemontese 
propone allora due alternative: o la negazione delle proposte di spesa per i deputati, 
oppure di accompagnare le stesse con la proposta correlativa di entrata a copertura della 
spesa
12
. Questo è un punto fondamentale poiché, oltre ad interessare i rapporti tra 
Governo e Parlamento, riflette uno dei postulati essenziali dell’ideologia politica 
liberale, ossia il principio del pareggio di bilancio. Lo stesso Einaudi più tardi, in una 
                                                           
10
 Resoconti stenografici della Camera, Seduta della Seconda sottocommissione, 24 ottobre 1946. Il 
futuro art. 57 della Costituzione avrebbe sancito l’elezione del Senato su base regionale e 
proporzionalmente al numero della popolazione presente in ogni regione.  
11
 Crisafulli – Paladin, Commentario breve alla Costituzione, Padova, CEDAM, p. 500. 
12
 Resoconti stenografici della Camera, Seduta della Seconda sottocommissione, 24 ottobre 1946.

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Informazioni tesi

  Autore: Alberto Zaccaro
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomaitche
  Relatore: Marco Cucchini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 181

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Parole chiave

unione europea
costituzione
riforma costituzionale
costituente
pareggio di bilancio
keynesianesi vs liberali

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