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La democrazia ateniese. Un modello per la democrazia moderna

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Anteprima della tesi: La democrazia ateniese. Un modello per la democrazia moderna, Pagina 12
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pòleis sorsero alcune sui territori di antiche città micenee (Argo, Tebe, Atene per 
esempio), mentre altre furono fondate dopo il collasso dei regni micenei e si 
svilupparono nelle pianure più fertili o sul mare. I gruppi di invasori dorici erano 
indipendenti gli uni dagli altri e, ovunque si stabilirono, formarono delle comunità; lo 
stesso fecero gli immigrati greci che popolarono la costa asiatica. In un primo 
momento l’elemento militare ebbe un ruolo determinante (il termine pòlis significava 
in origine cittadella), ma poi vennero fuori altri fattori: si cominciò col creare villaggi, 
poi più villaggi vicini si unirono per creare una città (è il caso di Sparta) secondo un 
fenomeno che i Greci chiamarono sinecismo (abitazione comune), e la città generò 
la pòlis (ovvero un’organizzazione politica comune). Sua caratteristica principale fu 
l’istituzione, all’interno dello spazio urbano, di un luogo di culto comune a tutti i 
cittadini (il santuario della divinità protettrice della pòlis) e di un’area destinata a 
riunioni politiche ed attività di scambio (agorà)
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. 
Anche se il loro numero complessivo superava di gran lunga il centinaio, la maggior 
parte delle pòleis greche avevano le dimensioni di un nostro comune e raramente 
arrivavano oltre la soglia della provincia (Atene era estesa per 2600 m² e Sparta per 
8400). Ciascuna pòlis aveva le sue leggi, i suoi culti, le sue feste, i suoi pesi e le sue 
misure: quindi l’isolamento era la condizione naturale; difatti per quattro secoli la 
città-Stato fu il cardine di tutta la storia greca, anche quando i regni ellenistici diedero 
vita a Stati plurinazionali, perché non si superò mai completamente il particolarismo 
che sempre contraddistinse la vita delle singole pòleis. 
La prima forma di governo che si impose nelle pòleis fu la MONARCHIA (vedi supra § 
1.2.). Il tracollo dei regni micenei ebbe come conseguenza il declino del regime 
monarchico. Poco alla volta, con un processo che ignoriamo nei particolari ma che è 
inequivocabile nei suoi esiti, anche le ultime forme del regime monarchico furono 
soppiantate dal REGIME ARISTOCRATICO, ovvero dal governo dei nobili. Nella maggior 
parte dei casi non ci furono sommosse o spargimenti di sangue: semplicemente il 
basilèus dovette cedere alle pressioni degli aristocratici, a volte dopo un periodo di 
transizione in cui la monarchia divenne elettiva o fu limitata temporalmente
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 Ma la maggior parte dei cittadini continuò a risiedere nelle campagne. Per questo la pòlis non si identificava 
con l’estensione del centro urbano, ma con la comunità dei suoi cittadini (di ciò è prova il fatto che nei 
documenti ufficiali non si parla mai per esempio di Atene o di Corinto, ma degli Ateniesi e dei Corinzi). 
 
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 L’aristocrazia si era sottratta facilmente alla tutela dei re grazie alla sua forza economica. Fonte primaria di 
questa era la terra, che i nobili possedevano in vaste estensioni (niente a che vedere però col latifondo moderno). 
Le proprietà dei più ricchi erano lavorate dai servi. Ma anche dai liberi, e questi ultimi potevano essere dei 

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Tonellotto
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Mariangela Ripoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 283

FAQ

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