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La democrazia ateniese. Un modello per la democrazia moderna

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Anteprima della tesi: La democrazia ateniese. Un modello per la democrazia moderna, Pagina 14
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A fronte degli aristocratici vi era la moltitudine del popolo (dèmos), composta di 
piccoli proprietari terrieri, braccianti (gheorgòi), artigiani (demiùrgoi), marinai, 
mercanti: anch’essi erano riconosciuti cittadini, ma a differenza dei nobili avevano un 
peso politico scarso. 
Non bisogna dimenticare che il secolo VIII a.C. era un mondo in rapida 
trasformazione: a mano a mano che le fonti di ricchezza si diversificavano, risultava 
sempre più difficile accettare il principio che l’esercizio dei pieni diritti dipendesse 
dalla nascita e che vi potessero pretendere i soli membri dell’aristocrazia terriera. 
 
 
1.4. IL PROBLEMA AGRARIO 
 
Tra il VII e il VI secolo a.C. alcune aree della Grecia attraversarono una fase di acute 
tensioni sociali tra il ceto dei piccoli contadini e l’aristocrazia fondiaria. 
All’origine della crisi agraria ci fu forse il passaggio dalla proprietà familiare indivisa 
alla spartizione per via ereditaria della terra: nel giro di qualche generazione certi lotti 
dovettero frazionarsi a tal punto da rendere assai precarie le condizioni di vita dei 
proprietari. Per esempio, bastava un anno di cattivo raccolto perché i contadini 
fossero costretti a prendere a prestito il necessario per la sopravvivenza e le sementi 
per l’anno successivo: ovviamente, quando non erano in grado di rimborsare il 
debito, dovevano cedere la loro terra e finivano per lavorare come braccianti per il 
nuovo padrone, ed era proprio a questo che il ricco possidente mirava per ampliare 
la sua proprietà e garantirsi la manodopera necessaria; i contadini, ridotti allo stato di 
conduttori, coltivavano per altri la loro proprietà di un tempo (accettando la 
condizione lavorativa di ektèmoroi, ossia di mezzadri, per cui dovevano consegnare 
5/6 del raccolto e se ne potevano tenere solo 1/6), a meno che, estrema ipotesi, non 
fossero venduti come schiavi. Tutto ciò contribuì a creare un malcontento diffuso e 
profondo non solo tra gli agricoltori, ma anche tra gli artigiani ed i mercanti i quali 
rivendicavano per sé un ruolo proporzionale al grado di ricchezza raggiunto, visto 
anche che le famiglie nobili detenevano tutto il potere politico
10
. Le prime possibilità 
di salvezza i contadini le trovarono nella migrazione verso le pòleis (ma gli schiavi 
facevano loro una forte concorrenza), nell’ingaggio come mercenari presso i principi 
                                                           
10
 Il poeta Teognide di Megara testimonia nei suoi versi lo sconcerto che la nascita di un nuovo ceto intermedio 
tra l’aristocrazia e il dèmos produceva soprattutto nella prima (che lui chiama agathòi o esthlòi):«E la gente di 
conto/ora non val più nulla: come mandarla giù?» (frammento 33, vv. 59/60). 

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Tonellotto
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Mariangela Ripoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 283

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