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La Discesa dei Candelieri: appunti per una ricerca etnografica

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dalle comunità attraverso i processi di riorganizzazione del tessuto valoriale sociale, 
sfruttando come momento contestuale fondamentale il periodo, il luogo, i simboli, i valori 
della festa. La festa quindi funziona come risposta della comunità agli stimoli che l'ambiente 
(influenzato dai modelli urbani di esistenza) produce, e attiva modelli di comportamento 
ritualizzati che hanno la capacità di assorbire, plasmare, ordinare il “rumore”, vale a dire le 
differenze culturali e le interferenze socio-comportamentali che potrebbero disturbare la 
coesione del sistema di origine, quello contadino artigianale delle vallate. 
Un altro modello di analisi correlato al primo che propone Bravo, permette la 
categorizzazione degli attori presenti alla festa. Attraverso la divisione della popolazione per 
sesso e per età e soprattutto per occupazione lavorativa, l'autore mette in evidenza, mutuando 
il concetto dalle analisi socio-economiche di impronta marxista, alcune formazioni sociali che 
contraddistinguono il sistema societario su cui si indaga. A queste formazioni, cui corrisponde 
un tipico modello di produzione e di rapporti sociali diversificati, appartengono gli attori che 
partecipano alla festa, inseriti secondo il loro grado più o meno attivo di presenza agente. 
Pertanto si avranno gli spettatori, gli attori e gli organizzatori della festa. Tali 
categorizzazioni, tenteremo di verificare, potrebbero essere utilizzate anche nell'analisi della 
festa sassarese. Ad essa si potrebbe applicare anche il concetto di “pendolarità” che assume la 
diversificazione dei vissuti dei partecipanti che nella società complessa sono inseriti in 
svariate formazioni sociali costituite da comportamenti, regole, visioni della vita e del mondo 
che possono risultare in contrasto tra loro. Questo può essere uno dei motivi per cui si genera 
rumore e la festa è il luogo dove il rumore si trasforma in nuovo ordine armonico, non 
trascurando che grazie al ruolo di mediazione della festa, essa stessa nel momento in cui 
trasforma, traduce e riordina è a sua volta oggetto di trasformazione. Da qui la necessaria 
riorganizzazione del tessuto sociale attraverso il rito. 
Una prospettiva affascinante è quella espressa da Berardino Palumbo nel suo libro L'Unesco e 
il campanile, dove propone, attraverso una ricerca etnografica nella Sicilia sud-orientale, 
l'analisi delle feste di un paese (Catalfaro) in cui sono esplicitate le dinamiche di contesa 
politica e di fazione tra i due gruppi rappresentativi del tessuto sociale che si riferiscono alle 
due parrocchie del luogo. Queste contese sono descritte alla luce di un più ampio esame 
analitico-critico della interpretazione, manipolazione, oggettivazione e gestione dei beni 
culturali dell'area, determinata da retoriche classificatorie localistiche, indici di un esercizio 
pratico della strumentalità a cui, ciò che viene considerato bene culturale, è assoggettato. 
L'analisi del processo di formazione e oggettivazione del bene è colto nella sua dimensione di 
oggetto del contendere, simbolo identitario conflittuale e anche motivo di confronto rispetto 
alle ideologie ufficiali di un organismo come l'Unesco, volto a valorizzare i beni culturali in

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Salvatore Cossu
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze storiche
  Relatore: Alessandro Simonicca
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 163

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Parole chiave

identità
patto
etnografia
festa
falloforia
candelieri
rito terapeutico
faraddha
obriere
patrimonio culturale immateriale

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