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La disciplina pubblica del credito

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Anteprima della tesi: La disciplina pubblica del credito, Pagina 7
della  crescita  e  della  trasformazione  della  vita  economica  nelle  diverse  realtà 
nazionali, talvolta risalendo nella ricerca ben oltre l’età industriale.8
E se anche si è giunti ad importanti risultati nella definizione dei connotati di 
fondo dell’esercizio del credito sul piano macroeconomico, non ci si è concentrati 
sulle caratteristiche essenziali ed intrinseche del fenomeno e non si è costruita una 
nozione unitaria di esercizio del credito. Problemi in proposito non si pongono in una 
realtà statica, ma nelle fasi di mutamento strutturale ed istituzionale del sistema, fasi 
cicliche di crisi o di sviluppo tumultuoso dell’attività, talvolta legate all’inevitabile 
confrontarsi  del  mondo  economico  e  bancario  con  la  tecnologia  e  con  i  mutati 
rapporti  economico-sociali,  l’esigenza  di  individuare  con  precisione  il  contenuto 
dell’esercizio del credito si pone con forza.9 
Per una questione metodologica dobbiamo conoscere il fenomeno con cui ci 
misuriamo, per poi possiamo pensare di utilizzarlo per i nostri scopi o mutarlo.
Il credito, inteso come rovescio della medaglia del debito, va ritenuto antico 
quanto  l’uomo,  di  conseguenza  lo  Stato  moderno  trova  largamente  affermati  il 
principio  del  credito,  gli  istituti  che  si  connettono al  credito,  e  per  cui  mezzo il 
credito si esplica; consapevolezza questa che del resto appare maturata già all’inizio 
del ventesimo secolo nel pensiero di Majorana: “Presso tutti i popoli, dai più ai meno 
civili, fra l’uno e l’altro individuo, dell’una o dell’altra classe, fra gli stessi membri 
della famiglia, fra le diverse famiglie e classi, fra nazionali e stranieri, fra popolo e 
stato, fra popoli, fra stati, vi fu e vi sarà sempre, in più o meno larga misura, una 
somma di cose utili e permutabili, attribuita, ceduta, contro restituzione, pagamento, 
8
 NICCOLI A..  “Credito  e  sviluppo economico”,  Milano,  Dott.  A.  Giuffrè  Editore,  1982,  p.131. 
DELL'AMORE G., “Risparmio e credito”, Torino, UTET, 1996, p.86 ss, dove si analizza il contributo 
del  credito  alla  valorizzazione  del  tessuto  sociale.  AA.VV.  “L’alba  della  banca”,  Bari,  Edizioni 
Dedalo,1982, p.33 dove viene ricostruita la posizione della “satanica” figura dell’usuraio dal  XIII  
secolo, costui è alter ego dell’imprenditore ma “ladro” del tempo, bene divino ma allo stesso tempo 
comune,  contemporaneamente  “fur”,  cioè ladro di  diritto  comune e”latro” rapinatore,  bandito;  un 
“mostro” al quale tuttavia la legge secolare non riserva la pena dell’impiccagione, perché gli usurai 
non turbano l’ordine pubblico e talvolta tornano persino utili alla gente.
9
 Relazione del governatore della Banca d’Italia per il 1985, tenuta a Roma il 31 Maggio 1986, p.325.
10
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Informazioni tesi

  Autore: Marcello Padovani
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Luisa Torchia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 164

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