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La disciplina pubblica del credito

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Anteprima della tesi: La disciplina pubblica del credito, Pagina 8
promessi, delegati, a termine più o meno lungo, con o senza (nella massima parte dei 
casi con) interessi”.10
Non rientra  nelle  possibilità  di indagine di questo studio ricostruire  come e 
quando è comparso il credito nella società umana, e sicuramente, anche i versamenti, 
eseguiti a Roma da Cicerone affinché banchieri di Atene pagassero quel quantum a 
suo figlio, non sono altro che casi “recenti” di esercizio di attività “bancarie”.
E siccome chi prende denaro in prestito, generalmente ne ricava un prodotto, e 
chi lo presta percepisce una parte di questo prodotto sotto forma d’interesse, allora 
tanto mutuatario quanto mutuante hanno un utile. L’indefinita ripetizione di queste 
operazioni accresce poi indefinitamente il numero di mutanti e mutuatari, e quindi 
delle persone che ne ricavano un utile. Dal momento che l’utile di molti è l’utile 
generale,  emerge  un  pubblico  interesse,11 una  materia  degna  dell’attenzione  del 
diritto, e probabilmente, secondo diverse misure, del legislatore.
L’attività bancaria moderna è il fenomeno che a noi più interessa: questa nasce 
da una “brillante”, e mai termine fu più appropriato, intuizione degli orafi, che  nel 
XIV  secolo,  si  ritiene  a  Genova12 sviluppano  un  redditizio  business  collaterale 
tenendo in custodia le monete di altre persone, infatti, le loro casseforti costituiscono 
per i ricchi una garanzia più forte rispetto ad un forziere nascosto sotto il letto. Ma 
questo business presto diventa ancora più redditizio quando gli orafi prendono parte 
delle monete che custodiscono per concederle in prestito a interessi.13 Ecco quindi 
ricorrere se pure in forma primordiale  le caratteristiche essenziali  del rapporto di 
credito: una raccolta presso il pubblico e un impiego delle risorse nella forma del 
finanziamento.
10
 MAJORANA G., “Il credito e le banche”, Milano, Società Libraria Editrice, 1907, p.3.
11
 MAJORANA G., “Il credito e le banche”, op. cit. p. 6.
12FELLONI G., LAURA G., Genova e la storia della finanza: una serie di primati?scaricabile dal sito 
web giuseppefelloni.it, il Banco di San Giorgio diventa presto così potente da essere rappresentato dal 
Machiavelli come uno “stato nello stato”. Tuttavia va rilevato come dal Milione di Marco Polo appare 
che in Cina tali attività fossero radicate da diversi secoli.
13
 KRUGMAN P., “Il ritorno dell’economia della depressione e la crisi del 2008”, Milano, Garzanti, 
2009, p.273.
11
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Informazioni tesi

  Autore: Marcello Padovani
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Luisa Torchia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 164

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