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La gestione della terapia antibiotica nell'ULSS 20 di Verona: valutazione dell'appropriatezza prescrittiva e proposta di un nuovo modello razionale e multidisciplinare di gestione.

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All’interno delle strutture residenziali, i pazienti possono acquisire il batterio resistente e quindi 
veicolarlo in ambiente ospedaliero; il batterio può diffondersi ad altri pazienti attraverso il 
contatto con mani non adeguatamente pulite o con oggetti contaminati. Una volta ricevuta la 
dimissione dall’ospedale, i pazienti possono trasmettere questi batteri resistenti nella comunità 
a persone che non seguono la comune prassi di igiene (McNulty, Cookson, & Lewis, 2012). La 
selezione di resistenze antimicrobiche avviene in maniera relativamente facile, poiché i batteri 
sono esseri viventi dotati di elevata capacità replicativa ed in grado di adattarsi rapidamente al 
cambiamento ambientale (Rossolini & Mantengoli, 2008). La relazione esistente tra l’utilizzo 
dei farmaci e la resistenza batterica è particolare e complesso, poiché l’antibioticoresistenza è 
un fenomeno che dipende da diversi fattori che possono essere legati intrinsecamente al farmaco 
e al microrganismo, ma anche all’ambiente circostante. La resistenza agli antibiotici, infatti, 
oltre ad essere una caratteristica innata in alcune specie batteriche, risulta invece favorita da un 
uso degli antibiotici non appropriato, che può essere dovuto a prescrizioni non corrette, a dosi 
non sufficienti di farmaco, a periodi di esposizione troppo prolungati o, al contrario, ristretti e 
anche alla scarsa aderenza alla terapia. A questi generici fattori, se ne sommano altri quando si 
vanno a considerare i pazienti ospedalizzati, i quali spesso vengono sottoposti a trattamenti di 
collocazione di dispositivi medici e diagnostici invasivi come il catetere intravascolare o 
urinario, con conseguente formazione di colonie batteriche adese alla superficie degli stessi, 
spesso incentivata dalla noncuranza da parte del personale ospedaliero (Courvalin, 2008). 
Nell’ultimo ventennio si è osservata globalmente una sempre più consistente diffusione di 
microrganismi Gram negativi resistenti a diverse classi di antibiotici. In precedenza, nella pratica 
clinica il fenomeno della multiresistenza agli antibiotici era stato riscontrato, tra i Gram negativi, 
in modo pressoché esclusivo nei confronti di Pseudomonas aeruginosa, per poi passare ad altri 
comuni Gram negativi tra i quali le Enterobacteriaceae produttrici di beta-lattamasi a spettro 
ampio (ESBL), così come Acinetobacter baumannii resistente a diverse classi di molecole 
antibiotiche. In tutti i casi, però, i batteri Gram-negativi risultavano ancora sensibili ai farmaci 
carbapenemici. Nel 2001 è stato registrato per la prima volta in Klebsiella pneumoniae un nuovo 
fenotipo di resistenza, dovuto alla produzione di una carbapenemasi particolare, la 
carbapenemasi di tipo KPC (Klebsiella pneumoniae carbapenemase) (Yigit, Queenan, 
Anderson, et al., 2001). In un periodo recentissimo è stata descritta una ulteriore nuova 
carbapenemasi in un ceppo di Klebsiella pneumoniae isolata da un paziente svedese di ritorno 
dal Pakistan, ed in particolare si tratta di una metallo-beta-lattamasi (MBL), denominata NDM-
1: esse si possono riscontrare negli enterobatteri, che possono acquisirle da Gram negativi come 
Pseudomonas aeruginosa (Yong, Toleman, Giske, et al., 2009). Di recente è stata valutata la 
diffusione di questo tipo di beta-lattamasi che, a partire dalla prima segnalazione in Svezia, 
sembra essersi allargata fino a territorio britannico, tanto che in Inghilterra sono stati segnalati 
37 pazienti che presentano un’infezione da Enterobacteriaceae portatrici dell’enzima in
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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Rossi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Farmacia
  Corso: Farmacia
  Relatore: Maria Cecilia  Giron
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 108

FAQ

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Parole chiave

antibiotici
appropriatezza prescrittiva
antimicrobici
studio osservazionale
antimicrobial stewardship
terapia antibiotica
ultima linea
gestione terapia
farmacoepidemiologia
consumo farmaceutico

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