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La limitazione di responsabilità per i crediti marittimi

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Anteprima della tesi: La limitazione di responsabilità per i crediti marittimi, Pagina 12
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anglosassone. Solo nel 1924 la prima Convenzione internazionale sulla 
responsabilità dei proprietari di nave, come già accennato, di scarso 
successo, poiché ratificata da soli 15 Stati, tutti peraltro di civil law, 
vede la luce, e  propone un sistema misto, un’ “ibrido”, secondo le 
parole di Berlingieri. Fra gli Stati membri figurano Francia, Spagna, 
Belgio, Danimarca. La Convenzione fu in vigore, ma per breve tempo, 
anche in Italia, dal 1939, a seguito della legge 25 maggio n.868 che la 
ratificò in Italia, al 1942, anno dell’entrata in vigore del Codice della 
navigazione che abrogò la legge n.868/39. L’introduzione del regime 
uniforme, seppur di breve durata, nell’ordinamento giuridico italiano, 
segnava comunque la sostituzione definitiva del sistema 
dell’abbandono con il sistema ad valorem. Nonostante la sfortuna della 
disciplina uniforme delineata nel 1924, la stessa risulta attualmente 
ancora in vigore in tre Stati: Brasile, Ungheria e Turchia. Quest’ultima 
tuttavia, avendo ratificato nel 1998 la Convenzione di Londra sulla 
limitazione di responsabilità per crediti marittimi, non può applicarla 
in quanto la LLMC, per sua stessa previsione, è prevalente su ogni 
altra precedente disciplina concorrente.   Le ragioni dell’insuccesso 
della Convenzione del 1924 sono da individuare sia nel duplice 
sistema ivi proposto, risultato di una miopia che non teneva conto del 
superamento ormai diffuso del sistema dell’abbandono, 
oggettivamente inadeguato, sia, ma le due ragioni si tengono in stretta 
correlazione, nell’insufficiente ricezione del modello predominante in 
common law. Come rileva in una sua recente ricerca William Tetley
13
 
il diritto marittimo, parte integrante e ad un tempo prodotto della lex 
mercatoria, di cui condivide la struttura internazionalistica, si è 
sviluppato in tutte le aree dell’Occidente ereditando i principi giuridici 
avanzati e più evoluti delle fonti romane a partire dalla Legge Rodia. 
Sulla comune radice propria di una tradizione di modello civil law, si è 
però, in tempi molto rapidi, innestata, si potrebbe dire, ha ben cespito, 
l’influenza del modello common law, sviluppatosi ampiamente e 
celermente in una “moderna” lex mercatoria. Se questa analisi è 
                                                 
13
 William Tetley insegna alla McGill  University  canadese ed è consigliere del Langlois Gaudreau O’Connor di 
Montreal, ha elaborato una ricerca sulle Convenzioni internazionali marittime e sulla loro effettiva funzione di 
strumenti giuridici di uniformazione del diritto, dal titolo: Uniformity of International Private Marittime Law – The 
Pros, Cons and Alternatives to International Convention – How to Adopt an International Convention, pubblicata su 
internet sul sito: http://tetley.law.mcgill.ca/uniformlaw. 

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Informazioni tesi

  Autore: Elena Soetje
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Stefano Zunarelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 138

FAQ

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Parole chiave

diritto della navigazione
responsabilità armatoriale
colpa temeraria
convenzione di londra del 1976
crediti marittimi
limitazione di responsabilità

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