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La locazione di immobili urbani

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Anteprima della tesi: La locazione di immobili urbani, Pagina 9
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imponibili, preziosi per le casse dello Stato. 
La disposizione, criticata da più parti, anche a tacere delle censure avanzabili in tema  
di lesione dell'autonomia privata, (possibile che una parte non iscritta a nessuna delle 
due associazioni dovesse farsi”imporre” la misura del canone da esse ? A questo 
punto era forse meno mortificante per l’autonomia privata che fosse la legge a 
imporre il canone !)   suonava alquanto enigmatica, non potendosi  
chiaramente stabilire cosa s'intendesse con “assistenza”, ed è stata giustamente 
dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale con la S. 309/1996. 3 
 
Ormai però era maturata la convinzione di ridefinire radicalmente la materia e 
eliminare l'equo canone, e questo avvenne nel 1998, con la l.431. 
 
La l.431 , detta anche “Legge-Zagatti” dal nome del senatore ferrarese che ne fu 
primo firmatario, è percorsa da una ratio antitetica rispetto a quella della l.392. 
                                                 
3
  “L'assistenza può costituire solo un vincolo procedurale, diretto a garantire che il 
contraente debole sia informato e sostenuto, e realizzare così un equilibrio tra le parti nella 
stipulazione del contratto, senza che tuttavia sia necessario l'assenso di chi vi assiste.  
 Ma in tal caso non trovano giustificazione logica né l'assolutezza e la generalità 
dell'obbligo di ricorrere all'assistenza, indipendentemente dalla capacità dei contraenti di 
autonoma valutazione, né l'attribuzione esclusivamente ad alcuni soggetti della 
legittimazione a prestare validamente un'assistenza che assume connotazioni 
prevalentemente tecniche.  
 Si può ritenere, invece, che l'assistenza sia tale da incidere sui contenuti del negozio 
tra le parti e che l'assenso delle contrapposte associazioni di categoria concorra a conferire 
validità agli accordi in deroga a disposizioni imperative.  
 Ma, in questo caso, manca qualsiasi indicazione sui criteri o sui parametri di valutazione, 
cui le associazioni debbono ispirarsi per assentire assistendo. L'indicazione di tali criteri o 
parametri si dimostra ancor più necessaria se si ritiene che attraverso le valutazioni delle 
associazioni si eserciti un controllo sull'autonomia negoziale delle parti non 
nell'esclusivo interesse di queste, ma per perseguire un interesse collettivo, che in tal 
caso dovrebbe essere chiaramente individuato. Sarebbe, difatti, del tutto irragionevole l'esito 
della disciplina legislativa che rimettesse la possibilità di derogare a norme imperative alla 
determinazione, meramente potestativa e del tutto insindacabile, di associazioni private.  
 Non è, dunque, in discussione la legittimità del collegamento della validità di una deroga 
a norme imperative con l'assolvimento di un onere di assistenza, ma sono poste in questione le 
modalità con le quali questo onere si atteggia. Il meccanismo indicato dal legislatore si 
presenta, difatti, incongruo rispetto alle finalità perseguite (tanto che si tratti di sostenere 
le parti nel convenire patti in deroga, quanto che si tratti di controllare il contenuto di questi) 
ed incoerente nella sua configurazione interna, in contrasto, quindi, con il principio di 
ragionevolezza stabilito dall'art. 3 della Costituzione.” 

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La locazione di immobili urbani

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Savini
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Daniela Memmo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 108

FAQ

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