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La Mediazione nei conflitti familiari

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Anteprima della tesi: La Mediazione nei conflitti familiari, Pagina 4
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viene dato secondo i propri bisogni ed ognuno contribuisce secondo le proprie possibilità. Il 
conflitto viene meno solo se vi è una giusta distribuzione delle risorse, alla quale si può arrivare 
per mezzo della rivoluzione, unico strumento in grado di cancellare le disuguaglianze, fautrice 
di una società senza classi
6
. 
 Si può dire che la teoria sul conflitto, nasce a partire da Marx, anche se vi fu un tentativo 
da parte degli studiosi successivi di sviluppare una teoria non marxista del conflitto. In generale, 
per gli autori successivi, il conflitto non è negativo e non giunge necessariamente ad un esito 
predeterminato e definitivo. I critici di Marx, partendo dal concetto del conflitto come 
inevitabile, non arrivano infatti ad una concezione negativa dello stesso. Gli stessi affermano 
che il conflitto è inevitabile perché è intrinseco nella natura umana e che è positivo perché è il 
motore di sviluppo dell’intero sistema sociale. Le differenze sociali portano gli individui a 
superare ed a migliorare le relazioni, i rapporti istituzionali e, in generale, la società in cui 
vivono. Se venisse a mancare questo elemento di turbolenza la società non si evolverebbe più, 
cioè non si avrebbe cambiamento sociale. Per i successori di Marx, quindi, il conflitto non è una 
caratteristiche negativa della società ma è il motore fondamentale dello sviluppo della società 
stessa, che tende a cambiare ed evolversi costantemente. 
 Anche per Weber il conflitto non determina uno stato patologico e non conduce alla 
disgregazione della società, ma al contrario esso può generare ordine ed è uno stato fisiologico 
della società stessa. L’ordine è quello status che si raggiunge una volta che il conflitto viene 
regolato, tuttavia per poterlo gestire positivamente è necessario innanzitutto riconoscerlo. 
Weber, a differenza di Marx, non ritiene che i conflitti giungano sempre a placarsi, regnando 
l’armonia
7
. Secondo questo autore il conflitto genera sia ordine che mutamento, in quanto non si 
può ricondurre esclusivamente alla lotta di classe, come intendeva Marx, ma è originato dalle 
varie sfere vitali, quali quella economica, politica del diritto, della religione, dell’onore e del 
prestigio, che, se pur autonome, si alimentano e condizionano vicendevolmente
8
. In ogni 
società, infatti, la compresenza di diverse forme di lotta, inerenti all’agire umano, si basa su 
interessi diversi: attraverso i conflitti si creano e si trasformano le istituzioni sociali, che 
                                                           
 
6
 Troisi C., Forme e modelli di ADR. Profili sostanziali, in Autorino G., Noviello D., Troisi C. (a cura 
di), Mediazione e conciliazione. Nelle controversie civili e commerciali, Maggioli, Santarcangelo di 
Romagna, 2013, p. 43. 
7
 Weber M., Die protestantische Ethik und der Geist des Kapitalismus, Tübingen, Mohr, 1904-05 
(trad. it. L’etica protestante e lo spirito del capitalismo, in Sociologia della religione, Milano, 
Comunità, 2002). 
8
 Bagnasco A, Barbagli M., Cavalli A, Elementi di sociologia, Il Mulino, Bologna, 2011, p. 24.

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La Mediazione nei conflitti familiari

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Informazioni tesi

  Autore: Ivan Demuru
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi Niccolò Cusano - Telematica Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Elisabetta Mazzoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 90

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Parole chiave

diritto
mediazione
familiare
modello umanistico
mediazione sociale
spazio alle emozioni
imparzialità equivicina
teorie conflittualiste
modello transattivo-negoziale
giustizia ripartiva

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