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La necropoli di Verghina e la pittura a fresco

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Anteprima della tesi: La necropoli di Verghina e la pittura a fresco, Pagina 6
  
8
 
a ventaglio. Subito a ridosso di questa si trova Ade che si accinge a saltare sul carro e ad afferrare le 
redini. Il dio ha il piede destro sul carro ed il sinistro piantato al suolo. Impugna le redini e lo scettro 
con la mano destra. Il braccio sinistro è stretto attorno ai fianchi di Persefone. La dea giace 
abbandonata nelle braccia del suo rapitore (fig. 9). Il suo corpo è teso verso destra, con le braccia 
levate verso l'alto. Il corpo è in parte coperto dal mantello del dio rapitore.  
A destra del carro la scena è completata da una ninfa accovacciata, identificata con Ciane (fig. 
10)
24
. 
La maggior parte degli studiosi attribuisce l'affresco ad un grande maestro, probabilmente 
Nicomaco, se consideriamo quanto è stato detto da Plinio
25
.  
L'indubbia qualità dell'affresco fa presupporre che le persone sepolte dovessero essere di rango 
elevato, probabilmente di origine reale. La forma della tomba
26
, e l'uso di inumare i corpi, pongono 
i defunti in un intervallo temporale compreso tra il 340-330 a.C., quindi diverso, come si vedrà da 
quello delle tombe II e III
27
.  
Secondo la ricostruzione di M. Andronikos,  basata sulle notizie pervenuteci dalle fonti, la tomba 
venne saccheggiata nel 274 a.C. dai mercenari al servizio di Pirro e richiusa durante il regno di 
Antigono Gonata, prima dell'esecuzione del Grande Tumulo
28
. Alcuni studiosi l'avevano attribuita, 
erroneamente, a Cinnanne, madre di Euridice/Adea, basandosi sulla testimonianza di Diodoro e del 
frammento di Diyllo, in cui si dice che Cassandro fece seppellire ad Aigai Filippo III, 
Euridice/Adea e Cinnanne con onori regali
29
. Le analisi dei resti ossei, invece, hanno dimostrato, 
come si è detto, che nella tomba vennero sepolti un uomo adulto, una giovane donna ed un neonato. 
Potrebbero essere, come osserva W. L. Adams, i resti umani di Filippo II, di sua moglie Cleopatra e 
di un loro figlio/a, ma anche in questo caso non vi sono elementi certi che confermino l’ipotesi, se 
non il fatto che la tomba del tipo a cista era molto diffusa durante il regno di Filippo
30
. 
                                                 
24
 Catling 1979, 28; Moreno 1987; lo schema figurativo della coppia Ade e Persefone é abbastanza simile a quello di 
un'applique fittile da sarcofago ligneo da Tanagra del 350-330 a.C. (Lindner 1988a, 383 n°104 e 105 e Lindner 1988b, 
216 n° 104 e 104).  
25
 Borza 1990, 257. Plin, NH, XXXV, 108. Questo soggetto era molto noto ai Romani che lo ammirarono per lungo 
tempo e che venne replicato in molte copie tra cui il mosaico della necropoli a Città del Vaticano e il  mosaico della via 
Ostiense a Roma (Moreno 1987). 
26
 Borza E. N. osserva che la Tomba I è stilisticamente simile alla Tomba B scoperta a Dervini datata intorno agli anni 
340-330 a.C., in base ad alcune forme ceramiche (Borza 1990, 265-266). 
27
 Adams 1991, 31. 
28
 Plu, Pyrrh 26, 6. 
29
 Diyll. ap. Ath., 4, 155 a in: Jacoby, FGrHist 71 F 1; D. S., XIX, 52, 5. 
30
 Adams 1991, 32; J. H. Musgrave muove alcune obiezioni a questa ipotesi. Egli riporta la testimonianza di Satiro, che 
parla di Europa, una figlia di Filippo assassinata da Olimpia quando aveva alcuni mesi, invece, il corpo ritrovato nella 
Tomba I appartiene ad un bambino appena nato (Satyr. in: Jacoby FGrHist, III, 161 F5; Musgrave 1991, 7). In verità la 
questione dei figli di Filippo era molto controversa già nell’antichità. Diodoro parla di un solo figlio ma non ne 
specifica il sesso (D. S., XVII, 2, 3 ). Pausania parla di un bambino maschio (Paus., VIII, 7, 7). Giustino, invece, 
accenna ad un figlio maschio, di nome Caranos, e ad una figlia femmina (Just., IX, 7, 3, XI, 2, 3 e IX, 7, 12); N. G. L. 
Hammond attribuisce la tomba ad Aminta III morto nel 370-69 a.C., giudicandola più antica (Hammond 1991a, 73). 
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Informazioni tesi

  Autore: Giandomenico Ponticelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Storia
  Corso: Scienze storiche
  Relatore: Raffaella Pierobon Benoit
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 72

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alessandro magno
archeologia classica
dipinto della caccia
filippo ii
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mosaici di pella
sarcofago di alessandro
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