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La nuova normativa sui collaboratori di giustizia di mafia

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Anteprima della tesi: La nuova normativa sui collaboratori di giustizia di mafia, Pagina 7
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coperti in gran parte da segreto istruttorio
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, la durata, e l’ammissione allo speciale 
programma di protezione, valutati in rapporto al rischio cui soggiace il collaboratore per le 
dichiarazioni rese o che egli può rendere, (il D.M. 24 Nov. 1994 chiarirà minuziosamente 
quest’ultimo aspetto), sono deliberati, periodicamente, dalla Commissione Centrale. 
  A questo punto è bene chiarire quali siano i soggetti legittimati a proporre la richiesta 
del programma speciale. Secondo l’art. 11, potrà essere qualsiasi Procuratore della 
Repubblica a spedire l’istanza alla Commissione. Dato il gran numero dei casi e nel silenzio 
della legge sarà, quasi sempre, il magistrato titolare dell’indagine a cui il pentito abbia 
prestato, o presterà, la propria collaborazione. Accanto al PM, potranno procedere alle 
richieste il Capo della polizia, a seguito dell’ abolizione dell’Alto Commissario, o il Prefetto. 
In questi ultimi casi occorrerà, prima della deliberazione della Commissione Centrale, il 
parere del Procuratore della Repubblica. Infine, vi potrà essere il caso in cui, per eventi 
particolarmente urgenti, il Capo della polizia adotti speciali misure di protezione senza 
attendere la deliberazione della Commissione. 
  L’art. 12 del D.L. 15 Gen. 1991, sul quale 3 anni dopo, il D.M. 1994 fornirà maggiori 
precisazioni, specifica alcuni obblighi amministrativi a carico del collaboratore. Tra questi 
bisognerà presentare completa documentazione riguardante il proprio stato civile, di famiglia 
e patrimoniale, procedimenti penali, civili, ed amministrativi pendenti, titoli di studio, licenze 
e propri rappresentanti per atti di ordinaria amministrazione. Tutti dati utili affinché la  
                                     
11
 La relazione del presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e 
sulle altre associazioni criminali similari, Tiziana Parenti, durante la seduta di mercoledì 29 marzo 
1995 fa riferimento ad un “decreto riservato emanato in data 26 novembre 1994, il cui contenuto, 
secondo quanto riferito dal dott. Vigna alla Commissione nella seduta del gennaio 1995, concerne tra 
l’altro, il tema del programma, dell’assegno di mantenimento, dell’assistenza legale e del trasferimento 
all’estero”. 
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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Caffo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Messina
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Antoniola Spina
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 178

FAQ

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Parole chiave

collaboratori di giustizia
mafia
pentiti

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