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La nuova pelle del packaging

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Abstract
In un contesto di sovraffollamento dello spazio, segnato dall’ipertrofia del visivo, il linguaggio a cui si
può aderire per produrre uno stacco nel flusso indistinto delle immagini, è quello che agisce opponendosi
alla tendenza dominante e che per sottrazione, trasforma l’assenza di elementi iconici (o la loro riduzione)
in un valore. La tendenza al minimalismo, frutto di un atteggiamento nettamente in controtendenza
rispetto alla stratificazione della materia, oltre ad investire numerosi oggetti prodotti negli ultimi dieci
anni, si sta sempre più diffondendo anche nei confronti del packaging. E in questo tendere verso
l’irraggiungibile zero assoluto, verso la privazione completa della presenza fisica e quindi verso il silenzio
percettivo, l’oggetto misticheggia il più possibile puro. La riduzione tende infatti a ridare centralità al
contenuto, una centralità che implica un forte senso di se’ da parte del prodotto. L’imballaggio è frutto di
una necessità meramente commerciale e funzionale: la protezione e la salvaguardia del prodotto. Nel corso
dei decenni, esso ha assunto una sempre più pregnante valenza strategica, atta a sottolineare la differenziazione
dei prodotti, in un mercato sempre più massificato e sempre più privo di differenziazioni sostanziali tra i
prodotti. Nell’imballaggio si è sempre più concentrata quella che può essere considerata una valenza di
marca. Siamo di fronte ad un nuovo linguaggio di maniera: la riduzione coincide spesso con l’astrazione e
con la perdita di qualsiasi elemento iconico. Il rapporto pieno/vuoto, così come quello figura/sfondo, è a
favore del secondo termine.  Sono gli elementi verbali - con il numero minimo di parole strettamente
indispensabili all’identificazione - a farsi portatori della comunicazione. L’effetto al quale la riduzione
dell’ingombro visivo del packaging può portare, è strettamente legato ad un ritorno della concezione di
consumo primitivo. Ovvero un ritorno a quando l’uomo consumava, usufruendo direttamente da ciò che
la natura poteva offrirgli, senza intermediari e senza schemi di acquisto standardizzati. Il discorso progettuale,
trae vantaggio da questa provocazione atta a ricercare un ipotetico equilibrio tra consumo ancestrale e
consumo massificato. L’elemento visivo della grafica, ha assunto sempre più importanza
nell’implementazione del packaging. Caratteri, logotipi e colori sono elementi strettamente legati all’im-
magine del prodotto e della ditta che lo realizza, nonché parte centrale del riferimento al target commer-
ciale scelto. Nella comunicazione visiva, gli elementi cardine della composizione grafica, sono certamente
i colori ed i segni che compongono la tela del messaggio. L’accostamento di questi elementi, costituisce il
determinante dell’immagine globale del composto; l’utilizzo di un particolare colore, assume connotazioni
quasi espressioniste (con una notevole valenza psicologica nei confronti del ricevente), inoltre lo stile dei
caratteri non esula da profonde analisi di contesto: l’utilizzo di forme aggraziate o essenziali (serif o sans)
è centrale rispetto al risultato che si vuole ottenere. In sostanza si tratta di analizzare la struttura del
messaggio (emittente - messaggio - ricevente) in una forma semiotica al fine di caratterizzare gli elementi
grafici in base alle tipologie target. Il processo di semplificazione e dematerializzazione del packaging,
investe in modo consistente anche la realizzazione dei logotipi e dei simboli in generale, utilizzati nella
grafica, al fine di creare mappe di comunicazione sempre più universali. Lo scopo è quello di eliminare le
barriere linguistiche per ottimizzare la commercializzazione su mercati internazionali. In questo campo
l’influenza più diretta deriva dall’universo delle icone utilizzate nei sistemi operativi per computer di
ultima generazione. L’utilizzo di packaging sempre meno invasivi, porta ad un bivio determinante nella
scelta e nella ricerca di un giusto equilibrio tra pesantezza e leggerezza, tra positivo e negativo, nel rapporto
tra le trasparenze dell’imballaggio e gli elementi grafici utilizzati. La ricerca di un equilibrio sintetico e nel

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La nuova pelle del packaging

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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Capitini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Architettura
  Corso: Disegno Industriale
  Relatore: Valeria Bucchetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

FAQ

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