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La nuova pelle del packaging

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Anteprima della tesi: La nuova pelle del packaging, Pagina 8
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La dematerializzazione del packaging
1.1.2 Le influenze minimaliste
«Postmoderno e Minimalismo sembrano le due facce di una stessa ‘anima minima’: la faccia
dissolutiva e quella iconoclasta che, in tempi di crisi, trova nella liberazione dal troppo un’espres-
sione etica ed estetica», dice Fulvio Carmagnola
5
.
Il neominimalismo degli anni novanta potrebbe essere la risposta, nel campo specifico delle
forme progettuali, a una duplice crisi: la crisi dei modelli formali espressivi e lussureggianti
del postmodern anni ottanta e una più generale crisi dei modelli di costume dell’opulenza e
dell’ostentazione.
Va ricordato, in primo luogo, che il termine “minimalismo” si riferisce, in senso stretto, a un
fenomeno culturale determinato, a uno specifico movimento artistico nato negli anni ses-
santa in America.
A questo termine stretto però, se ne accompagna un altro, l’attributo “minimal”, applicabile
ad aree formali più vaste e indeterminate. L’area semantica attribuibile ai due termini può
forse essere individuata da una nube di attributi, presenti nella letteratura critica.
Da un punto di vista formale il primo Minimalismo presenta aspetti di semplificazione e
riduzione drastica, l’uso di materiali freddi e inespressivi, spesso poveri e, nel caso della pittu-
ra, una tessitura uniforme dove la struttura “olistica” (una singola porzione dell’oggetto con-
tiene in sé il modello intero) e minutamente regolare prevale sulla forma articolata.
D’altra parte, va notato che l’aspetto “povero” dei materiali è complementare a un atto di
elaborazione formale spesso assai raffinato che fa emergere nell’oggetto non ciò che è prima-
rio, piuttosto la forma ultima, il prodotto di un atto mentale di astrazione. La poetica del-
l’oggetto minimalista avvicina l’atto creativo all’artificio geometrico e matematico.
Dunque il Minimalismo indica, da un lato, uno specifico movimento artistico che ha un
luogo di nascita storico, un’emergenza riferibile a una determinata comunità - il sistema arte
americano tra la fine degli anni cinquanta e l’inizio degli anni sessanta. Dall’altro lato pare
possibile usare questo termine per indicare una tendenza stilistica.
Fulvio Carmagnola sostiene: «Esiste qualche legame, mi domando, tra un ritorno delle forme al
carattere elementare (impoverimento formale) dopo l’orgia degli anni ottanta e la ricerca consape-
vole di un’autoriduzione dei modelli di pensiero che combina l’esigenza di una nuova razionalità
- come afferma da qualche tempo Gianni Vattimo - con i tratti di una ‘moralità postmoderna’
delineati da Lyotard? La ‘cura dimagrante’ che il soggetto della riflessione filosofica esercita su se’
stesso pare subire, recentemente, una torsione etica che rifiuta la facile via dell’estetizzazione
pervasiva. C’è in questo una somiglianza con i tratti introspettivi nella ricerca formale del design?
5
 Fulvio Carmagnola, Vanni Pasca, Minimalismo, Milano, Lupetti, 1996, p. 7.

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La nuova pelle del packaging

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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Capitini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Architettura
  Corso: Disegno Industriale
  Relatore: Valeria Bucchetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

FAQ

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