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La persona eccezionale. Natura reale e conoscibilità mentale degli dèi di Epicuro

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Anteprima della tesi: La persona eccezionale. Natura reale e conoscibilità mentale degli dèi di Epicuro, Pagina 4
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sia della veduta idealista che di quella materialista, così da chiarirgli quanto antitetiche siano le 
conclusioni a cui giungono e da esporgli quelli che ritengo siano i punti forti / i punti deboli di 
entrambe. 
     La concezione di base della linea idealista prevede che gli dèi non siano dei viventi reali, bensì 
dei costrutti mentali foggiati dall’uomo, che è disposto per propensione naturale a rappresentarsi un 
ideale di ciò che vorrebbe essere: un uomo cioè immortale e beato (\fqartoj e makárioj), 
dunque sottratto ai turbamenti / ai dolori che rendono l’esistenza pesante e penosa. Con il graduale 
trascorrere del tempo, tale raffigurazione degli inconsci desideri umani ricevette in positivo la 
sussistenza concreta ed il nome di “divinità”, non essendo stato possibile rinvenire tra le fila del 
genere umano un solo individuo capace di realizzare questo ideale di vita, ma acquisì anche molti 
attributi negativi come la suscettibilità all’invidia o ad altre passioni dannose. Ciò diede origine agli 
dèi omerici e ai falsi ideali di condotta che soggiacciono ad ogni comportamento malvagio. Infatti, 
prendendo a modello la prassi di un dio come Apollo, che punì gli Achei per il rapimento della 
sacerdotessa Cassandra (Il. A vv. 33-52), gli uomini cominciarono a ritenere desiderabile la vacua 
ricerca della vendetta, scadendo così in una serie di turbamenti senza fine. Molti secoli dopo, però, 
compresa la segreta origine del sentimento religioso, Epicuro ebbe l’intelligenza di recuperare 
quello che di originariamente buono aveva la raffigurazione degli dèi e di mostrare l’inesistenza 
della divinità omerica, in modo da privare di qualunque attrattiva la condotta immorale e di fare di 
nuovo del dio il paradigma regolativo della vita beata. All’interno della sua scuola, al riparo dalle 
orecchie indiscrete della folla, egli avrebbe infine compiuto l’ulteriore passo in avanti (che è poi un 
passo indietro rispetto alle credenze comuni) di mostrare che l’esistenza reale del qeój fosse 
un’attribuzione indebita, perchØ esso è in verità un puro concetto. 
     Strenuo sostenitore di questa corrente interpretativa è David Sedley, che assieme ad Anthony 
Long è colui a cui va riconosciuto il merito di averla inaugurata. Sebbene, infatti, i prodromi della 
stessa furono posti nell’antichità
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 e vennero sviluppati da alcuni pensatori moderni
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, fu soltanto con 
la pubblicazione nel 1987 dei loro due volumi del The Hellenistic Philosophers che venne 
                                                 
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 Il caso piø emblematico è quello di Posidonio, che nel libro V del Sugli dèi avrebbe sostenuto che Epicuro non 
credeva realmente negli dèi di cui predicava l’esistenza e anzi fosse convinto del loro impossibile sussistere. La ragione 
che lo spinse a manifestare una posizione contraria al suo pensiero fu il bisogno di allontanare da sØ i sospetti di empietà 
(cfr. De nat. deor. I 44.123-124). 
4
 Per esempio da Lange, Geschichte des Materialismus bis auf Kant, pp. 76-77, secondo cui «seine [i.e. di Epicuro] 
sorgenlosen und schmerzlosen Götter in der That das wirkliche Ideal seiner Philosophie gleichsam verkörpert 
darstellten». Sembra però che gli aderenti della cosiddetta “sinistra hegeliana” avessero già avuto un pensiero del 
genere. Mansfeld, Aspects of Epicurean Theology, p. 173, e Long-Sedley, The Hellenistic Philosophers, vol. 1, p. 148, 
citano a tal proposito Feuerbach, su cui si può vedere ad esempio il § 51 de L’essenza della religione («Gli dèi, dice 
Epicuro, (…) sono esseri della rappresentazione, dell’immaginazione», p. 65). Una veduta idealista della teologia di 
Epicuro potrebbe poi anche essere quella di Marx, Differenza tra la filosofia di Democrito e quella di Epicuro, p. 36, 
che riduce la divinità epicurea ad una manifestazione estetica dell’uomo: «E tuttavia questi dèi non sono un’invenzione 
di Epicuro. Essi sono esistiti: sono i plastici dèi dell’arte greca».
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Informazioni tesi

  Autore: Enrico Piergiacomi
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Filosofia
  Corso: Filosofia teoretica, morale, politica ed estetica
  Relatore: Emidio Spinelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 181

FAQ

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