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La prevenzione del crimine e la pubblica amministrazione

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10 tre fattori presi in esame da Bandura sortisce esiti diversi sulla base dei contesti e dei momenti della vita sociale in cui avviene. Da questo si evince che i fattori di rischio non hanno carattere né di linearità ne di unidirezionalità, ma sono interattivi e agiscono attraverso forme di reciprocità circolari che si modificano, come appena detto, in relazione ai contesti e ai tempi. Numerosi studi e ricerche segnalano che “la devianza si genera e si costruisce all’interno dell’interazione circolare e ricorsiva fra i fattori di protezione e di rischio” (De Leo, Malagoli Togliatti, 2000, p. 99). Con il fine di creare un sostegno epistemologico alle metodologie d’intervento in campo preventivo che affronteremo nel terzo capitolo, intendiamo proporre un breve excursus di quelli che ci sono sembrati gli approcci teorici più attinenti ed opportuni. La devianza è stata affrontata dal punto di vista sociologico partendo da una definizione di orientamento relativistico e interazionista secondo la quale essa “non è una qualità intrinseca di un certo modo d’agire, ma un’interpretazione che se ne dà” (Cohen, 1969), in questa definizione sono riscontrabili sia la reazione sociale ad un comportamento, atto o espressione che la maggioranza dei membri della collettività giudicano come uno scostamento da determinate norme sociali, sia la necessità di una reazione al comportamento stesso che secondo Becker sfocia in processi di etichettamento. Il sistema etichettante è stato da Lemert approfondito nei concetti, da lui coniati, di devianza primaria e secondaria. La prima corrisponde ad una violazione della norma sociale mediante un atto non conforme che però viene giudicata come sintomatica e situazionale e per questo reversibile, la seconda viene percepita come sistematica e conseguentemente porta alla stigmatizzazione del soggetto. Ovvero, un atto di condanna che funge da imposizione di ruolo. Il deviante secondario viene, infatti, definito dallo stesso autore, come “una persona la cui vita e identità sono organizzate attorno ai fatti della devianza” (Lemert, 1981, p. 88). Lemert nel suo lavoro riprende da Goffman il concetto di “stigma” che definisce come il prodotto di un processo sociale che conduce a “contrassegnare pubblicamente delle
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La prevenzione del crimine e la pubblica amministrazione

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Informazioni tesi

  Autore: Paola Baroni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia del lavoro e delle organizzazioni
  Relatore: Gaetano De Leo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 136

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Parole chiave

disagio minorile
enti locali
prevenzione del crimine
prevenzione primaria
psicologia giuridica
psicologia sociale
tribunale minorile

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