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La proporzione tra offesa e difesa e tra fatto e pericolo nella legittima difesa e nello stato di necessità

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Anteprima della tesi: La proporzione tra offesa e difesa e tra fatto e pericolo nella legittima difesa e nello stato di necessità, Pagina 3
7 
diverse condizioni in cui si verifica l’episodio
5
. 
Nelle due scriminanti la situazione che caratterizza l’opporsi degli interessi in conflitto 
è differente: nella legittima difesa il soggetto reagisce ad un’offesa ingiusta  ad un  
qualsivoglia diritto
6
 (personale o patrimoniale) e la sua condotta reattiva si dirige 
contro l’aggressore. Nello stato di necessità la situazione è parzialmente diversa, 
perché manca un’aggressione
7
, il soggetto agisce per sottrarsi al pericolo di un 
danno grave alla persona, ma la sua azione difensiva ricade su un terzo estraneo ed 
innocente rispetto alla causazione del pericolo. 
La legge, nel richiedere la proporzione  tra difesa e offesa nella legittima difesa, 
esprime un orientamento personalistico
8
 per cui il responsabile dell’aggressione non 
può essere alla mercè di colui che reagisce per il solo fatto di essersi posto contro la 
legge, sanzionando cosi comportamenti reattivi eccessivi. 
 A maggior ragione la proporzione  tra fatto e pericolo, nello stato di necessità, ha un 
ruolo fondamentale per valutare quando e in che limiti sia ammessa la soccombenza 
della posizione di un terzo innocente.  
L’ordinamento formula a priori quindi una valutazione diversa per ciascuna delle due 
scriminanti: nella legittima difesa considera il  bene salvaguardato prevalente rispetto 
                                                                                                                                                                                     
offesa subita, ma non oltre.  
4
 Molari , Profili dello stato di necessità, Padova, 1964, p. 77.  
5
 Ad es. due situazioni astrattamente identiche potranno essere considerate diversamente a seconda degli elementi concreti 
che le caratterizzano quali le modalità dell’aggressione, le caratteristiche fisiche dei soggetti coinvolti, le circostanze di 
luogo e tempo etc . 
6
 L’art 52 Cp usa il termine generico diritto, che s’identifica non con il diritto soggettivo strictu sensu,ma con qualunque 
situazione giuridica soggettiva attiva (potestà, diritto potestativo, interesse legittimo…). La facoltà di difesa è applicabile a 
tutti i diritti indistintamente tanto personali quanto patrimoniali, tenendo solo conto che l’art 2  del CEDU limita la liceità 
dell’omicidio per legittima difesa ai soli casi di attacco a beni quali la libertà o la vita delle persone. 
7
 Il pericolo può nascere anche da una condotta antigiuridica di chi tenti ad es. di uccidere. Ma l’azione giustificata da stato di 
necessità sarà quella rivolta contro un innocente e probabilmente ignaro proprietario di una motocicletta, parcheggiata sul 
luogo dell’aggressione e utilizzata dal minacciato per allontanarsi e mettersi in salvo.in tal caso Tizio aggredito potrà 
invocare la legittima difesa verso Caio che cerca di ucciderlo e lo stato di necessità verso Mevio proprietario del mezzo. La 
situazione di stato di necessità in conseguenza potrà coesistere con quella di legittima difesa : l’agente beneficerà della 
seconda scriminante, quando la sua azione si dirige contro l’aggressore; beneficerà della prima, allorchè egli lede o mette in 
pericolo il bene di un terzo.Lo stato di necessità non potrà invece esser invocato da chi abbia tenuto un atteggiamento 
provocatorio o di aggressione, neanche sotto il profilo dell’eccesso colposo che non può sussistere allorchè difettano i 
presupposti della causa di giustificazione di cui vengono oltrepassati i limiti. 
8
 Questa lettura del requisito si è fatta strada dopo l‘entrata in vigore della Costituzione  nel 1948 in armonia con i nuovi 
valori democratici in essa espressi . All’indomani dell’entrata in vigore del Codice Rocco la Dottrina vedendo nell’istituto 
della legittima difesa un delegazione della potestà di polizia dallo Stato ai cives, sceglie un’interpretazione della 
proporzione come bilanciamento tra i mezzi a disposizione dell’aggredito e quelli usati, che favorendo la posizione 
 
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La proporzione tra offesa e difesa e tra fatto e pericolo nella legittima difesa e nello stato di necessità

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Molino Avila
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Pasquale Avv Bartolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

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Parole chiave

legittima difesa
requisito della proporzione
stato di necessità

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