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La Proprietà Intellettuale Farmaceutica in Brasile

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Anteprima della tesi: La Proprietà Intellettuale Farmaceutica in Brasile, Pagina 7
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Capitolo 1 
 
 
Lo Sviluppo della Proprietà 
Intellettuale nell’Ordinamento 
Legislativo Brasiliano 
 
 
Anche se la legislazione brasiliana è considerata d’avanguardia (assieme a Sudafrica, 
India e Tailandia) nello sfruttamento di quelle clausole, previste nell’accordo TRIPS, 
volte a conferire maggiore flessibilità alla protezione della proprietà intellettuale, 
questo paese è stato il quarto nella storia e il primo in America Latina, ad emanare 
una legge sui brevetti più di duecento anni fa, nel 1809.
3
 
La materia brevettuale si è in seguito sviluppata ininterrottamente nel corso del 1900, 
con la graduale adozione di un ordinamento legislativo che non concesse, fino 
all’ingresso del Brasile nel WTO, alcuna brevettabilità a prodotti e processi 
produttivi realizzati nel campo della farmaceutica, ad eccezione di un breve periodo 
precedente alla seconda guerra mondiale.
4
 
                                                
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 Questa legge proteggeva infatti i diritti degli inventori, garantendo la protezione brevettuale in base alle caratteristiche di 
novità e di utilizzo, fondamenta dell’odierna protezione dei diritti di proprietà intellettuale. 
 
4
 Il Brasile si è poi annoverato tra i membri fondatori del primo trattato della storia sulla proprietà industriale. Il riferimento è 
alla Convenzione di Parigi, firmata da sedici paesi il 20 marzo del 1883, che ha letteralmente fondato i tre pilastri dell’odierno 
sistema internazionale di tutela dei brevetti: indipendenza nominativa di brevetti e marchi, trattamento paritario per brevetti 
nazionali ed esteri, e diritti di priorità del titolare di un’invenzione. La Convenzione, di cui alcuni articoli sono tuttora in vigore, 
permette ai paesi di utilizzare il sistema di brevetti come uno strumento dello sviluppo economico e tecnologico nazionale. 
Sulla base di questo trattato, modificato in ultima istanza nel 1967 a Stoccolma, ogni paese può pianificare un proprio regime di 
tutela nella maniera più appropriata a soddisfare le specifiche esigenze nazionali. 
Le ragioni di questa partecipazione del Brasile nella formazione di una vera e propria materia brevettuale in campo 
internazionale, così come quelle sottese alle più recenti politiche dei governi in carica, sono da ricercare nella sua 
sostanzialmente ininterrotta crescita economica e nei contingenti (all’epoca di riferimento) interessi commerciali del paese.  
Prima del 1945, la legislazione brasiliana concernente la Proprietà Industriale garantiva la protezione dei brevetti in campo 
farmaceutico, fossero essi relativi a prodotti o a processi produttivi. Nel corso del 1945, terminata la seconda guerra mondiale, 
un provvedimento legislativo escluse la protezione di alcuni beni, tra cui: alimenti, medicine, materiali e sostanze ottenute da 
processi chimici. 
Il passo che segnò la storia brevettuale del Brasile in tema di IPR, fu quello dell’approvazione del Decreto-Lei 1005/1969, 
nominato Codigo da Propriedade Industrial in cui veniva abolita definitivamente ogni forma di brevettualità per prodotti
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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Mosca
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze per la cooperazione allo sviluppo
  Relatore: Andrea Lollini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 93

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