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La riparazione per l'ingiusta detenzione

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Anteprima della tesi: La riparazione per l'ingiusta detenzione, Pagina 8
giudiziario o per ingiusta detenzione”: il progetto preliminare del 1978 sul-
la base di questa direttiva regolava la riparazione per ingiusta detenzione 
negli artt. 300 e 301. 
  Tuttavia, negli anni successivi (ma anche concomitanti a quelli del 
progetto preliminare del 1978) si ebbe, a livello legislativo, una radicale 
inversione di tendenza per il mutato assetto dei problemi dell’ordine pub-
blico e della realtà criminale che si andava delineando: da una parte veniva 
redatto il progetto del 1978 che innovava profondamente, in senso garanti-
stico, la struttura del processo penale, ivi compresi i rapporti tra cittadino e 
Stato, dall’altra le richiamate esigenze di ordine pubblico e di fronteggiare 
una nuova forma di criminalità, erano la causa del proliferare di quella che 
venne poi definita “legislazione dell’emergenza”. 
  Verificata, pertanto, l’impossibilità di varare il nuovo codice di 
procedura penale, si scelse la strada degli interventi settoriali, anche per ciò 
che concerneva l’ingiusta detenzione. Al riguardo vennero presentati vari 
disegni di legge che, facendo riferimento al progetto del 1978, regolavano 
in maniera ancor più specifica l’intera materia: il primo fu il disegno di 
legge n. 1778 ad iniziativa del Ministro di Garanzia e Giustizia, comunica-
to al Senato il 15 febbraio del 1982, ove si prevedeva che la riparazione 
fosse estesa non solo alla custodia cautelare sofferta, ma anche 
all’eventuale internamento a seguito di applicazione provvisoria di una mi-
sura di sicurezza; successivamente, il 21 ottobre 1983, fu presentato, ad i-
niziativa del Ministro di Grazia e Giustizia, il disegno di legge n. 694 che 
anticipava, pur con modifiche, la disciplina poi regolata dagli attuali artt. 
314 e 315 c.p.p.. 
  L’entrata in vigore dell’attuale codice di procedura penale risolse 
                                                                                                                                                                  
to di operatività è andato dilatandosi sia attraverso l’aumento delle formule assolutorie che au-
torizzano l’azione riparatoria, sia attraverso l’estensione del diritto in parola anche a chi abbia 
subito una restrizione della libertà in forza di un titolo illegittimo. Così COPPETTA, Custodia 
cautelare, cit., p. 127.   
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Informazioni tesi

  Autore: Giorgio Baiocchi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Luca Cecchini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 138

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Parole chiave

detenzione
giuridico
giurisprudenza
ingiusta
ingiusta detenzione
riparazione

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