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La scala della contemplazione nella Commedia

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Anteprima della tesi: La scala della contemplazione nella Commedia, Pagina 6
se non si temperasse, tanto splende, 
che ‘l tuo mortal podere, al suo fulgore, 
sarebbe fronda che trono scoscende. 
(Par. XXI, vv. 7-12) 
Occorre soffermarsi infine sulla natura del pianeta, che è ripreso sotto vari aspetti nella 
tradizione medievale, finanche in quella moderna. Per quanto riguarda il mito, il figlio di Urano 
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e Gea perde nei canti XXI e XXII ogni accezione negativa, recuperando, seguendo un tradizione 
inaugurata dagli antichi Romani che lo vedono portatore di pace e giustizia in Italia, l’immagine 
8
dei “regna saturnia” e quindi collocandolo nella celebre età dell’oro («caro duce / sotto cui 
giacque ogne malizia morta», Par. XXI vv. 26-27); d’altra parte credo che l’analisi astrologica di 
910
G. Rabuse sfati del tutto la natura fredda del pianeta dantesco (che riprende la tradizione 
neoplatonica dell’immagine di Saturno, per lo più caratterizzata dalla componente 
intellettuale), soprattutto alla luce del suo incontro con la costellazione leonina (per 
antonomasia fra le più calde). Nell’imaginaire medievale, s’intende, mito e astrologia 
influiscono oltretutto l’uno sull’altra: «Saturne, planète traditionellement maléfique et type de 
la rupture de tempérance, redevient ce qu’il était à l’âge d’or: le mythe d’un roi juste, tempéré 
et pacifique, rejoignant, ainsi les qualités traditionelles du dieu astral Jupiter, et surtout un 
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caractère tempéré que définit encore de nos jours le terme de “jovialité”». Una semplice 
lettura dei primi versi che presentano il nuovo cielo è così sufficiente per appurare che non c’è 
«alcuna volontà di coniugare, al fine di renderli complementari, due elementi tra loro 
12
contrapposti come il freddo e il caldo *…+»: 
Noi sem levati al settimo splendore 
che sotto ‘l petto del Leone ardente 
raggia mo misto giù del suo valore. 
(Par.XXI, vv.13-15; corsivi miei) 
Il forte legame che si insatura fra Saturno e la scala, cui il pianeta fa da “piattaforma”, è 
sancito dalle due terzine seguenti: 
7
 Derivata per lo più dalle caratteristiche astrologiche dell’omonimo pianeta, di cui parleremo fra poco. 
8
 «Particolarmente presente nella mente di D. [...] è il famoso verso 6 della quarta egloga virgiliana (per la quale –com’è noto- 
accolse l’interpretazione corrente, che la voleva profezia del prossimo avvento di Cristo: cfr. Pg XXII, 67-72): «Iam redite t Virgo, 
redunt Saturnia regna» *…+» (G. PADOAN). Enciclopedia dantesca, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Roma, 1970-1978, cit. a p. 
41 (Vol. IV). 
9
 G. RABUSE, Saturne et l’échelle de Jacob, in «Archives d’Histoire Doctrinale et Littéraire du Moyen Age», XLV (1978), pp.7-31. 
10
 Si veda per esempio E. AUERBACH, Studi su Dante, Milano, Feltrinelli, 1963, p. 109. 
11
 G. RABUSE, Saturne et l’échelle de Jacob, op. cit., cit. a p. 20. 
12
 G. MURESU, Lo specchio e la contemplazione («Paradiso XXII»), op. cit., cit. a p. 20. 
8 

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La scala della contemplazione nella Commedia

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Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Corcione
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Mira Veronica Mocan
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

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