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La sindrome da stress nel modello di Karasek: il caso Confartigianato

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Con lo sviluppo dei Comuni, sorgono le prime forme di autotutela 
del lavoro artigiano: le nascenti CORPORAZIONI. 
Esse con il tempo acquisteranno visibilità sociale e con una politica 
mirata alle categorie, finiranno con l’avere grande influenza persino 
nell’ elezione degli organi comunali e nella gestione di ospedali ed 
enti di mutuo soccorso. 
Dal XII° sec. in poi la realtà urbana e comunale appare consolidata: 
fioriscono i commerci e con essi la produzione artigiana. 
L’incremento della domanda di beni di consumo dà nuovo impulso a 
questa categoria, infatti i ricchi mercati sperimentano la possibilità 
di produrre direttamente le merci, disponendole successivamente sul 
mercato. 
Con questo fenomeno sociale si ha un rilancio della produzione che 
fuoriesce da una dimensione familiare per costituirsi impresa; là 
dove si sviluppano larghe correnti di traffici, crescono aziende 
fondate sul libero scambio; mentre conserva il suo posto 
l’artigianato di produzioni artistiche e di lusso. 
Nella seconda metà del XVIII° secolo, l’estesa applicazione di 
macchine, determina un declino nella proliferazione di imprese 
artigianali. 
La Rivoluzione Industriale definisce marcatamente la presenza delle 
macchine portando il lavoro artigiano ad un declino produttivo 
limitato soltanto ad alcune professionalità, facendole diventare 
attività industriali. 
I nascenti imprenditori, persone che investivano direttamente i 
propri capitali nelle imprese a quel tempo poco sviluppate, 
organizzavano la produzione artigianale riunendo all’ interno di 
grandi opifici artigiani ed ex contadini, costretti molte volte a 
vendere le proprie terre per donare la loro opera alle imprese. 
Con l’introduzione dell’ organizzazione scientifica del lavoro si 
passa alla produzione in vasta scala dove la standardizzazione delle 
merci e la scomposizione in fasi produttive dominano il mercato e la 
produzione, marginalizzazando la domanda di beni di lusso o di 
figura artigianale. 
Se moltissimi ex-artigiani in questi anni approdano al lavoro 
operaio; tra la fine degli anni “50 e la fine degli anni “60 si verifica 
il movimento inverso: sotto l’impulso di scelte produttivo-
organizzative viene incentivata l’esternalizzazione di alcune fasi 
minori del ciclo produttivo-sussidiario portando il lavoro artigianale 
ad un concreto livello di sviluppo. 
Dalla metà degli anni “70 prende vita un processo di ristrutturazione 
delle organizzazioni produttivo-industriali; attraverso l’automazione 
e l’inserimento di supporti informatici, vi è quindi il controllo 
diretto e completo del ciclo produttivo. 
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Informazioni tesi

  Autore: Luca Iovane
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia del lavoro e delle organizzazioni
  Relatore: Francesco Prof. Avallone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

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Parole chiave

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fisiologia dello stress
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