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Le attività con gli animali in contesti educativi. Lo stato attuale della ricerca e prospettive future

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Anteprima della tesi: Le attività con gli animali in contesti educativi. Lo stato attuale della ricerca e prospettive future, Pagina 6
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attività con gli animali, soprattutto in aree d'intervento particolari, tramite un miglioramento del 
tono emozionale del malato che arriva a rinforzare tutta la rete familiare, che solitamente deve 
sopportare un grande carico emotivo per assistere il parente infermo. 
 
1.1 Breve storia 
1.1.1 Le origini 
 
Gli animali venivano accostati alle pratiche mediche già nell'antico Egitto e nell'antica Grecia, ma è 
grazie allo psicologo infantile William Turke, che dal 1792 spinse i suoi pazienti con patologie 
psichiatriche a prendersi cura di animali e iniziò a utilizzare piccoli animali con i bambini, se oggi 
siamo a conoscenza dell'importanza terapeutica della relazione uomo-animale. (Budstad, 1980) 
 Sulla sua scia, l'infermiera e benefattrice britannica Nightingale introdusse nel 1859 
l'utilizzo di piccoli animali negli ospedali come compagni per i malati cronici. (Reginella e 
Pergolini, 2009) 
 Altro passo importante è la fondazione nel 1867 del Bethel Hospital, a Bielefeld, in 
Germania, centro di accoglienza per persone disabili che prevedeva la cura con l'ausilio di animali. 
(Reginella e Pergolini, 2009) 
 In Francia, il medico Chessinge sperimentò l'ippoterapia su pazienti con problemi 
neurologici, al fine di migliorarne l'equilibrio e il controllo posturale. (Fossati, 2003) 
 Terminata la Prima Guerra Mondiale, prima in Francia e poi negli USA, furono impiegati 
animali a scopo assistenziale per far ritrovare serenità e affetto ai reduci che avevano riportato 
scompensi psichici dalla guerra. (Reginella e Pergolini, 2009) 
 
1.1.2 La nascita della pet therapy 
 
Quelle appena citate sono tappe importanti nello sviluppo dell'idea di animale come 
terapia/terapista, ma il primo ad aver esposto la teoria della pet therapy fu il neuropsichiatra 
infantile statunitense Boris Levinson, che nel 1953 accidentalmente si dimenticò di far uscire il 
proprio cocker Jingles durante una seduta con un suo paziente, un bambino affetto da una grave 
forma di autismo. Il cane, alla vista del bambino, si alzò e iniziò a leccarlo; il piccolo si lasciò 
annusare e toccò l'animale. Al termine della seduta, il giovane paziente manifestò il desiderio di 
tornare dal medico per giocare con il cane, cosa che continuò ad avvenire durante gli incontri 
successivi, con l'inserimento graduale dello psichiatra nei giochi del bambino con l'animale

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Informazioni tesi

  Autore: Sonia Rodanò
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Scienze dell'Educazione
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Roberta Cardarello
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 57

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