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Le destre italiane e il piano Marshall

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Anteprima della tesi: Le destre italiane e il piano Marshall, Pagina 13
  
più favorevoli. “In breve – osserva Maier – il consenso sulla produttività e sulla crescita doveva 
prendere il posto dei conflitti in materia di distribuzione della ricchezza.” (17) 
Era essenziale, quindi, che si instaurasse un diverso rapporto tra organizzazioni del lavoro ed 
imprese. Se non era possibile eliminare la concezione marxista del mercato del lavoro, essa andava 
comunque isolata. Era fondamentale nei programmi americani che la componente non comunista  
del mondo del lavoro detenesse il controllo delle organizzazioni sindacali. 
Un  concetto importante e strettamente legato a quello di produttività è, secondo Maier, quello 
delle “strozzature” ( “bottlenecks”). Un sistema economico poteva  presentare dei problemi 
temporanei, delle “strozzature” appunto,  che  non eliminate ,  gli impedivano di muoversi sulla 
strada della crescita economica minacciando, conseguentemente, la sua stabilità politica. 
Strozzature economiche –  disagio sociale –  instabilità politica –  pericolo comunista. Questo era 
l’indesiderato destino che i policy makers americani (soprattutto nel rapporto del PPS di Kennan del 
23 maggio ’47) temevano per i Paesi europei se gli USA non fossero intervenuti al più presto contro  
le singole “strozzature” che li colpivano.            
  
Maier afferma, infatti, che, nell’ottica statunitense, i Paesi europei all’inizio del ’47 erano alle 
prese,  con una serie di “bottlenecks” che andavano affrontate ed eliminate:  “Nell’Europa del 
dopoguerra il carbone, i generi alimentari, i trasporti costituivano le principali strozzature. 
L’esigenza di importare prodotti di prima necessità faceva della carenza di valuta estera, e 
soprattutto di dollari, un altro ostacolo principale. […] Il concetto dell’intervento contro le 
strozzature continuò ad animare i programmatori e gli altri dirigenti dell’ECA negli anni successivi. 
Gli impedimenti che ostacolavano la capacità produttiva tedesca […] dovevano essere rimossi; agli 
impedimenti a danno della stabilità finanziaria francese doveva esser posto rimedio mediante la 
riforma fiscale; gli ostacoli al commercio e ai pagamenti multilaterali in Europa dovevano essere 
rimossi inducendo la Gran Bretagna ad un atteggiamento di maggiore cooperazione, e così via. In 
ogni situazione, i responsabili della politica americana individuavano un latente dinamismo 
economico che aveva bisogno solo di essere liberato dai freni consunti di ordine tecnologico, 
psicologico e politico. Se gli Stati Uniti erano riusciti a superare i propri conflitti di natura politica 
con l’espansione economica, la teoria delle strozzature induceva a ritenere che la stessa soluzione 
fosse applicabile anche all’Europa. […] Washington chiedeva solo che gli europei facessero i loro 
programmi, collaborassero unitariamente e accordassero alla ripresa economica la priorità sugli 
obiettivi di parte”. (18) 

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Le destre italiane e il piano Marshall

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Informazioni tesi

  Autore: Vito Verdecchia
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: R. D'agata
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 165

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