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Le Nazioni Unite e la guerra Iran-Iraq

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Anteprima della tesi: Le Nazioni Unite e la guerra Iran-Iraq , Pagina 11
13 
 
e si delineerebbe una definitiva trasformazione del Golfo Persico in Golfo Arabico, 
prospettando una gestione a due con l‟Arabia Saudita che, all‟ Opec, appare già 
alleata del “moderatismo petrolifero” iracheno (aumento della produzione di greggio, 
senza accrescere eccessivamente i prezzi)
16
 e con cui nel febbraio del ‟79 ha 
firmato un trattato circa la sicurezza delle reciproche frontiere. Una vittoria militare 
consacrerebbe l‟emersione dell‟Iraq come “paese forte”, capace di sedere alle future 
trattative con Usa e Urss in una posizione privilegiata. 
“La guerra ha una natura inedita, perché rappresenta il primo scontro nella 
storia contemporanea tra l‟arabismo e l‟Islam. Infatti, al di là della conflittualità 
arabo-persiana, dei risvolti inter-arabi, della contrapposizione territoriale e religiosa, 
è capitale il suo significato di scontro tra due miti capaci di mobilitare le masse 
medio orientali. Dietro l‟Iraq c‟è l‟arabismo laicizzato dei nuovi capi militari. Dietro 
l‟Iran c‟è l‟ “Islam dei profeti” che, superando la linea di demarcazione etnica, la 
divisione arabi-perisani, chiama a raccolta iraniani o libici, provoca gli assalti alla 
“Grande moschea”, introduce il sacro nella politica e Dio nella politica 
internazionale”
17
. 
“La guerra ha una natura neo-imperialista terziaria. Conferma cioè che, nel 
“terzo mondo”, non sono in atto soltanto scontri nazionalisti, rivendicazioni 
territoriali, volontà egemoniche tra Stati, guerre di religione, conflittualità e 
contraddizioni etnico-religiose. Essa rivela l‟esistenza di un “imperialismo terziario”, 
ormai chiaro in ogni continente, dove esiste una potenza regionale aspirante a 
diventare egemone, gendarme e federatrice di stati vicini. Per l‟Iraq la guerra è 
l‟occasione storica per mettere le mani sugli stretti di Hormuz, e controllare la “via 
reale” dell‟energia; per rivendicare l‟Arabistan; per amputare all‟Iran la sua vena 
madre; per provocare la caduta dello sciita Khomeini e il crollo del profetismo 
islamico che controlla l‟asse Tripoli-Teheran-Damasco; per giocare il gioco 
americano nella regione, pur coltivando un certo grado di amicizia con l‟Urss; per 
passare come il difensore della “grande nazione araba” e dell‟islam ortodosso 
contro la ventata rivoluzionaria dei “profeti”. Per l‟Iran si tratta di contrastare questa 
occasione storica e di rovesciarla in proprio favore: per abbattere il regime di 
Baghdad; per alimentare la rivolta sciita nei Paesi vicini; per allargare “l‟incendio 
islamico”; per approfondire la lotta contro il complotto americano e sionista, che, 
                                                           
16
 F. TANA, Le ambiguità di un regime consolidato, “Politica Internazionale”, IX, 1981-10, p. 43. 
17
 CAVALLARI, Iran-Irak…, cit., p. 431.

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Le Nazioni Unite e la guerra Iran-Iraq

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Informazioni tesi

  Autore: Vincenzo Macirella
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Luciano Tosi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 153

FAQ

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