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Le Regioni italiane nella Multilevel Governance Europea. L'esperienza della Puglia

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Anteprima della tesi: Le Regioni italiane nella Multilevel Governance Europea. L'esperienza della Puglia, Pagina 3
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al contempo verticale (tra Istituzioni UE, Stati e autorità substatali) e orizzontale (tra 
funzionari pubblici europei, statali, substatali e cluster di esperti non istituzionali che 
possono collaborare attivamente nell’implementazione delle policy europee). 
Si analizzeranno inoltre anche i Libri Bianchi sulla Governance di Commissione 
Europea e Comitato delle Regioni che ci forniscono una visione ufficiale di come gli 
organi europei vedono la multilevel governance futura.  
Grazie al Trattato di Lisbona poi, la multilevel governance ha conseguito dei grandi 
risultati. Il Trattato si è profondamente impegnato nel rafforzare il principio di 
sussidiarietà, quale principio cardine che da un lato deve guidare la normazione 
europea e dall’altro autorizza gli Stati membri a far partire un processo che potrà 
portare alla modifica di alcune norme europee giudicate contrarie a tale principio.  
 
Nel Capitolo (III) successivo l’analisi si sposta nel piano prettamente nazionale. Si 
ripercorrerà infatti il graduale e frastagliato percorso che ha garantito alle Regioni 
italiane la partecipazione alla realtà istituzionale e politica europea. Inizialmente, 
infatti, lo Stato ha fatto il possibile per mantenere nelle proprie mani il monopolio 
del potere estero, adducendo come motivazione la responsabilità ultima statale per 
ogni decisione assunta o accordo stipulato all’infuori del proprio territorio. Tuttavia, 
complice anche il percorso ‘profetico’ portato avanti dalla Corte Costituzionale, col 
passare degli anni lo Stato si accorge che non era più possibile continuare a 
respingere le aspirazioni internazionalistiche delle Regioni. Bisogna al contempo 
specificare che le sempre maggiori competenze dell’allora Comunità Economica 
Europea andavano ad appropriarsi di sfere di potere un tempo gestite dalle Regioni. 
Lo Stato, con la legge n. 86 del 1989 (c.d. Legge La Pergola) inizia a permettere 
un’attuazione congiunta dei provvedimenti comunitari; le Regioni infatti nelle 
materie di loro competenza sono ora autorizzate a dare immediata attuazione alle 
direttive comunitarie, mentre nelle materie concorrenti si devono limitare a seguire 
una legge statale contenente principi guida.  
Per ciò che concerne invece la fase ascendente, il punto di svolta avviene però con la 
riforma del Titolo V della Costituzione. Per la prima volta, grazie al novellato 
art.117, comma 3, la competenza estera è costituzionalmente garantita anche alle 
Regioni. In realtà la riforma del 2001 può essere letta come una sorta di
Sitografia automatica

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Informazioni tesi

  Autore: Enrico D'Ambrosio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Paolo De Caterini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 178

FAQ

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legge 234/2012
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