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Le risposte delle donne indiane ai movimenti riformisti: esempi tratti da alcune autobiografie

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Anteprima della tesi: Le risposte delle donne indiane ai movimenti riformisti: esempi tratti da alcune autobiografie, Pagina 9
13 
 
Mukhopadhyay e Seymour
19
, nel loro studio sull‟istruzione femminile, definiscono il 
complesso di istituzioni sociali e credenze associate che si sono evolute in India (come 
nella maggior parte di società agricole e socialmente stratificate) utilizzando il modello 
di “struttura e ideologia della famiglia patrifocale”
20
: si tratta di un sistema che tende ad 
“assegnare la precedenza agli uomini sulle donne – ai figli sulle figlie, ai padri sulle 
madri, ai mariti sulle mogli e così via”
21
. Le autrici preferiscono questa terminologia 
rispetto a quella più comune, ma anche più ambigua e meno determinata, di 
“patriarcato, famiglia patriarcale”
22
, e individuano alcune caratteristiche fondamentali di 
questo sistema: una subordinazione degli interessi dell‟individuo a quelli della famiglia, 
un insieme di strutture (quali la discendenza patrilineare e la residenza virilocale) che 
rinforzano la centralità maschile, una divisione del lavoro che relega le donne alla sfera 
del privato, un insieme di rapporti di autorità all‟interno della famiglia basati sulle 
differenze di genere, un sistema di controllo atto a preservare l‟onore del gruppo 
parentale (per mezzo di istituzioni come il pardā e il matrimonio combinato) e 
un‟ideologia che identifica il comportamento della donna ideale con qualità come 
castità, obbedienza e modestia. Tale struttura assume caratteri più specifici a seconda di 
altri fattori come il luogo, la religione o la classe sociale; in linea di massima è più 
pronunciata presso caste e classi superiori che presso quelle inferiori, e più radicata 
nell‟India settentrionale che in quella meridionale
23
. Analizzerò ora separatamente 
alcune di queste caratteristiche nella forma che esse presentano nel periodo coloniale, 
prima e durante lo sviluppo dei movimenti di riforma sociale. 
 
                                                                                                                                                                  
18
  L‟opera di Altekar, la più influente e utilizzata per questo genere di studi fino a tempi recenti, ha il vantaggio 
di essere molto dettagliata dal punto di vista cronologico e tematico e di presentare varie ipotesi, successivamente 
confermate, sul declino della condizione femminile (aspetti che sono segno di un‟accurata ricerca e di una profonda 
conoscenza dei testi sanscriti). Tuttavia l‟analisi è ristretta all‟élite di donne della tradizione vedica e basata solo su fonti 
brahmaniche (Basu, Women‟s history in India [1991], p. 183). Aloka Parasher osserva come la rappresentazione di 
Altekar marginalizzi certe categorie di donne quali le danzatrici dei templi, le cortigiane e coloro che partecipavano ad 
attività produttive come filatura e tessitura (Parasher, Women in nationalist historiography [1996]). Uma Chakravarti 
nota come “il paradigma altekariano” continui tuttora ad influenzare la storiografia e la coscienza collettiva, motivo per 
cui è necessaria una riscrittura della storia che renda giustizia alle donne (Chakravarti, Uma, Beyond the Altekarian 
paradigm: towards a new understanding of gender relations in early Indian history, cit. in Gottlob, ed., Historical 
thinking [2003], pp. 280-82).   
19
  Mukhopadhyay – Seymour (eds.), Women, education and family structure [1994], pp. 1-25.  
20
  “Patrifocal family structure and ideology”, ivi, p. 3. 
21
  Ibid. 
22
  Pur concordando sulla maggiore esattezza di questa terminologia, d‟ora in avanti per semplicità continuerò ad 
usare i termini “patriarcato” e “patriarcale”.  
23
  Mukhopadhyay – Seymour (eds.), Women, education and family structure [1994], pp. 3-8. Le autrici 
analizzano poi il modo in cui questo sistema e le pressioni atte a preservarlo contrastano l‟istruzione femminile e 
operano in opposizione ad altre pressioni che renderebbero quest‟ultima desiderabile.

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Informazioni tesi

  Autore: Silvia Arruzzolo
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e letteratura afroasiatiche
  Relatore: Saverio Marchignoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 307

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