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Le scelte minime, il colloquio in campo psicopedagogico

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Anteprima della tesi: Le scelte minime, il colloquio in campo psicopedagogico, Pagina 15
Furio Vanossi Le scelte minime/CRONOLOGIA SUPSI/DLS/LD 
 
 
 
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Le regole sono differenziate dal contesto in cui si svolge la relazione quotidiana. Vi sono regole 
comuni in ogni contesto educativo, che ruotano attorno al concetto di convivialità. Nel caso di 
un’unità abitativa, le regole sono espresse sia negli spazi comuni (pasti in comune, gestione della 
lavanderia, gestione della cucina e delle provviste, pulizia ...), come in quelli privati (pulizia came-
ra, igiene personale) .  Nell’ambito lavorativo, vigeranno delle regole riguardo gli orari di lavoro, di 
qualità della produzione, di relazione con gli altri lavoratori. Nell’ambito del tempo libero, le regole 
saranno dettate da uno statuto che indica le modalità di partecipazione alle attività proposte, i limiti 
dell’ offerta, le quote di partecipazione, eccetera. Queste regole non servono per limitare le possibi-
lità di scelta o la libertà, ma fungono piuttosto da contenitore. Un percorso segnaletico dove l’utente 
trova delle scelte ma anche dei limiti esplicitati con chiarezza ed argomentati,  limiti che troviamo 
nella società e che tentano di facilitare la convivenza tra le persone. 
Il contesto in cui si svolge la relazione educativa diventa una palestra di vita, che conferisce 
all’utente un ruolo sociale diverso da quello di ammalato o di paziente. Le caratteristiche ideali di 
questo luogo sono descritte nell’articolo di C. Meier e coll.: “Gli atelier di lavoro servono sia  per 
l’apprendimento di tecniche di lavoro specifiche alla propria professione che come palestra nella 
quale la persona può esercitare un ruolo di impiegato/operaio, limitando sempre più il ruolo acqui-
sito di paziente. Il fatto che siano degli operatori professionali e non operatori sanitari a gestire i 
posti di lavoro favorisce questo aspetto di palestra, che rispecchia il più possibile la realtà lavora-
tiva esterna”
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. 
Come per le regole anche i ruoli si adattano al contesto in cui si svolge la relazione quotidiana. 
All’interno dell’unità abitativa troveremo dunque degli inquilini, nel contesto lavorativo troveremo 
degli operai o degli apprendisti, in quello del tempo libero dei soci. L’operatore nei diversi ambiti si 
introduce in quelle situazioni dove la relazione non è stata funzionale con le normali istanze educa-
tive. Il concetto di “palestra” prende forma in un luogo dove l’utente può sperimentare diversi tipi 
di ruolo che poi troverà nella vita quotidiana all’infuori dell’istituzione. 
L’intervento diretto è la risposta immediata che l’operatore dà all’utente nel momento in cui, mal-
grado i presupposti espressi precedentemente, l’utente si trova in difficoltà relazionale con il gruppo 
o con l’operatore. Lavorando spesso in una situazione di urgenza (problemi legati 
all’organizzazione, alla carenza del personale, ecc.) occorre tamponare l’impasse nel momento in 
cui si manifesta, utilizzando la metacomunicazione per ripristinare un dialogo funzionale agli obiet-
tivi di quel contesto.  
                                                 
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 MEIER C. e coll., Oltre la diagnosi – verso il cambiamento, Centro al Dragonato, materiale grigio 

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Informazioni tesi

  Autore: Furio Vanossi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: SUPSI
  Facoltà: Dipartimento lavoro sociale
  Corso: Servizio Sociale
  Relatore: Serenella Maida
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 154

FAQ

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