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Linee di filosofia politica in Gerardo Bruni

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Anteprima della tesi: Linee di filosofia politica in Gerardo Bruni, Pagina 3
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INTRODUZIONE: LA FORMAZIONE  CULTURALE DI BRUNI 
 
 
 
Gerardo Bruni
1
 elabora la propria teoria politica all‟interno della filosofia neoscolastica. 
Ciò si giustifica anche con il dato storico- biografico. Infatti l‟insegnamento ricevuto in 
età scolare da Bruni fu prevalentemente di tipo religioso ed in particolare aristotelico-   
tomistico. 
Infatti in Italia, per impulso dell‟enciclica Aeterni Patris  emanata da Leone XIII nel 1879, 
erano stati ripristinati gli studi tomistici nelle scuole ecclesiastiche dopo l‟abbandono in 
cui erano cadute nel corso del XVII e per metà del XIX secolo. 
La ripresa della filosofia neoscolastica era già stata iniziata soprattutto per opera di 
Taparelli, ma si afferma in maniera  ufficiale solo alla fine del secolo con Leone XIII. 
Quella che viene definita “terza scolastica”
2
 è caratterizzata in una prima fase dalla 
radicale contrapposizione tra filosofia cristiana e pensiero moderno. 
Lo stesso Bruni sottolinea il “sacro orrore” verso i “sistemi antiscolastici” che 
caratterizzò le prime  ricerche ed i primi pensatori che si riconoscevano nel nascente 
indirizzo neoscolastico
3
. 
                                                           
1
 Di Gerardo Bruni (1896-1975) non esiste una biografia. Si possono trarre alcuni dati dai testi sul movimento cristiano- 
sociale da lui fondato. Per questi testi si rimanda alla bibliografia generale. 
Bruni è nato a Cascia (PG) il 30.6.1896. Intrapresi gli studi ecclesiastici nel Seminario di Norcia, entrò giovanissimo a 
Roma in quello del Laterano. Nel 1917 conseguì la laurea in filosofia alla Facoltà Lateranense, nonostante fosse 
impegnato nel conflitto bellico. Alcuni  anni dopo, nel 1923, si  laureò nuovamente con Gentile all’Università Statale di 
Roma. Ma all’insegnamento preferì un impegno in banca per non collaborare come educatore al regime fascista. Si 
iscrisse al Partito popolare, ma ne uscì quando il partito si allineò alla politica fascista. 
Nel 1926 si trasferì in America per seguire un corso di biblioteconomia. Nel 1928  tornò a Roma, dove trovò impiego 
come aiuto bibliotecario presso la Biblioteca Vaticana. Qui, nel 1929, conobbe Alcide De Gasperi, anche lui impiegato 
nella stessa sede e strinse con lui amicizia, pur non aderendo alla sua linea politica. 
Bruni diede il suo appoggio alla formazione clandestina di “Giustizia e Libertà”, fondata da Emilio Lussu. Nel 1942 si 
riorganizzzò l’ex Partito popolare intorno a De Gasperi, col nome di Democrazia Cristiana. Bruni partecipò ad un 
incontro in casa Spataro, ma poi si dissociò dall’iniziativa. La sua opposizione al principio della proprietà privata fu 
all’origine di questa iniziale dissociazione. 
Bruni si dedicò all’organizzazione di un movimento politico di ispirazione socialista e cristiana. Il movimento, nel 
marzo del 1943, contava già diverse sezioni in Toscana, Veneto, Umbria e Liguria. Nel 1946 si costituì in Partito 
cristiano- sociale, che riuscì a mandare in parlamento, quale deputato, Bruni; in seno all’Assemblea Costituente Bruni 
partecipò attivamente al dibattito sulla Carta costituzionale, intervenendo, tra l’altro sulla questione dei rapporti fra 
Stato e Chiesa. Votò contro l’introduzione dei Patti Lateranensi nella Costituzione: questo gesto gli costò il 
licenziamento dalla Biblioteca Vaticana. Nelle elezioni del 1948 Bruni non venne rieletto ed iniziò per lui un periodo 
difficile, anche dal punto di vista economico. Solo nel 1952 riuscì a vincere un concorso a cattedra per l’insegnamento 
della filosofia nei Licei. 
L’anno successivo tornava ad occuparsi di politica pubblicando due numeri dei “Quaderni del Socialismo”. Nel 1955 
divenne libero docente all’Università Statale di Roma, prima come incaricato di Storia della filosofia e poi, dal 1963 al 
1966, di Storia delle Dottrine politiche. Si è spento all’età di 79 anni, il 10.12.1975. 
Ha scritto numerosi saggi, pubblicati in varie riviste (soprattutto in “Rivista di filosofia neoscolastica” e “Rassegna di 
morale e diritto”. Le sue lezioni  universitarie sono state raccolte in volume dagli assistenti G. Dattilo e P. Di 
Giambattista col titolo Problemi del socialismo. 
2
  Cfr I. MANCINI, La neoscolastica, in AA.VV., Studio ed insegnamento della filosofia, Roma, 1966, vol II p. 111 
sgg. Scrive I.MANCINI: “La terza scolastica copre il secolo e mezzo che va dal secolo quarto dell’Ottocento ai tempi 
nostri; vi si può agevolmente riscontrare un periodo delle origini, più strettamente tomistico….” (p.113). 
3
 G. BRUNI, Riflessioni sulla scolastica, Roma, 192, p. 96. Lo stesso parere è espresso da Don Luigi Sturzo ai primi del 
secolo: “Il ritorno alle fonti della Scolastica (…), giovò assai perché i cattolici (…) avessero (…) la sicurezza di un 
metodo quasi infallibile. L’esagerazione però di restringere (…) il valore delle verità all’enciclopedia scolastica, nocque 
ai cattolici (…) e rese profondo lo stacco di due filosofie, di due categorie d’uomini…. (L.STURZO, La filosofia neo-
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Informazioni tesi

  Autore: Mario Centini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1977-78
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Angelo Capecci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

FAQ

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