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Lo Statuto Regionale nel nuovo Titolo V della Costituzione. Le prime indicazioni della giurisprudenza costituzionale.

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Anteprima della tesi: Lo Statuto Regionale nel nuovo Titolo V della Costituzione. Le prime indicazioni della giurisprudenza costituzionale., Pagina 8
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fallimento fu dovuto soprattutto ad una serie di ricatti politici cui furono 
sottoposti i progetti riformatori. Sempre nel 1997 si intraprese una strada 
diversa, cioè quella di riformare lo Stato attraverso la legge ordinaria: la 
legge n. 59 del 1997 e il d.lgs. n. 112 del 1998 (Legge Bassanini I e II), 
operano un decentramento molto importante attraverso il trasferimento di 
funzioni e la riforma della pubblica amministrazione. Da tale espediente 
hanno preso vita la legge costituzionale n. 1 del 1999, ma soprattutto la 
legge costituzionale n. 3 del 2001, che ha riformato il Titolo V della parte 
II della Costituzione, confermata da un referendum nell’ottobre del 2001. 
La riforma è un primo passo verso una modifica profonda dell’assetto delle 
Regioni, e non può essere considerato un atto finale. 
 
 
1.1.3  Natura e caratteri della Regione. 
La Regione va considerata come un ente dotato di: 
- Autonomia normativa: le Regioni hanno la possibilità di emanare 
norme e dotarsi di uno Statuto che regoli la propria organizzazione. 
- Autonomia amministrativa: è la facoltà di emanare atti esecutivi per la 
tutela degli interessi dei cittadini. 
- Autonomia politica: ciascun ente ha la facoltà di darsi un indirizzo 
politico anche parzialmente diverso da quello dell’organo centrale 
statale. 
- Autonomia finanziaria: è intesa come autosufficienza dell’ente nella 
provvista delle proprie risorse economiche.
5
 
                                                 
5
 Cfr. Cavaleri P., Diritto Regionale, Padova 2003, pag. 48. Egli afferma che le Regioni abbiano 
autonomia politica, statutaria, normativa, amministrativa e finanziaria. Diversamente, Martines 
T., Ruggeri A., Salazar C., op. cit., pag. 11, in cui si sostiene che le Regioni siano dotate di 
autonomia normativa, organizzatoria (intesa come possibilità “di talune figure soggettive di 
godere di un trattamento parzialmente diverso da quello riconosciuto come proprio di altre 
figure soggettive omogenee”), politica e finanziaria. La diversità di ripartizione, tuttavia, non 

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Informazioni tesi

  Autore: Nicola Scapillati
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Angelo Mattioni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 165

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