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Manuale di sopravvivenza quotidiana. Giornali in Italia tra successo e insuccesso

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Anteprima della tesi: Manuale di sopravvivenza quotidiana. Giornali in Italia tra successo e insuccesso, Pagina 2
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il pubblico dei quotidiani sia ormai saturo. Nei dieci anni considerati, nulla si è mosso 
dal punto di vista dei lettori: sono rimasti fermi tra i 19 e i 20 milioni. Inchiodando 
l’Italia agli ultimi posti nel mondo quanto a numero di copie diffuse per mille abitanti. 
Dimostreremo, allo stesso tempo, l’esistenza di un gruppo di non lettori che, 
opportunamente stimolati, potrebbero avvicinarsi ai giornali: i giovani, tra le cui fila si è 
registrata l’emorragia più pesante (tra il 1993 e il 1996 i quotidiani hanno perso 145.000 
lettori tra i 18 e i 24 anni e 90.000 tra i 14 e i 17 anni); le donne, che pure aumentano 
continuamente i propri consumi culturali; i residenti nel Mezzogiorno, penalizzati anche 
dall’assenza di iniziative editoriali radicate in loco. 
Nel secondo capitolo descriveremo la peculiarità dell’attuale media system, 
sempre in bilico tra la spinta all’integrazione e la resistenza dovuta alla competizione. 
Esamineremo i cambiamenti nelle abitudini di consumo mediatico, a partire dalla 
rilevazione del Censis, secondo cui le case degli italiani si stanno trasformando in 
“complessi terminali multimediali”. Ripercorreremo le ragioni che hanno decretato il 
trionfo della televisione e la progressiva teledipendenza dei quotidiani, analizzando le 
tre dimensioni che il piccolo schermo assume di fronte ai giornali: concorrente, fonte, 
argomento di trattazione. Citeremo la radio come esempio virtuoso di medium costretto 
a mutare per ritrovare un’identità riconoscibile e ritagliarsi il suo spazio nel sistema 
complessivo, trasformando in punti di forza le proprie debolezze. Rileveremo la crescita 
dei giornali sul web, con le novità che porta con sé: la moltiplicazione delle fonti di 
informazioni, l’interattività, il cambiamento delle modalità di lettura e la 
personalizzazione della comunicazione. Un fenomeno in divenire, il cui sviluppo è però 
innegabile, data la dimestichezza che le giovani generazioni mostrano con Internet. 
Analizzeremo, infine, i cambiamenti che stanno investendo la professione giornalistica, 
disorientata e scissa in veri multigiornalismi. Perché l’eccesso di informazione non è un 
problema solo per i destinatari del flusso, ma anche per chi è chiamato ad elaborarlo 
immettendo notizie nel circuito comunicativo.  
Nel terzo capitolo racconteremo il successo de Il Sole-24 Ore, nel quarto 
l’insuccesso de l’Unità. In entrambi i casi, isoleremo le scelte vincenti e gli errori, le 
vittorie e le sconfitte, le mosse intelligenti e i passi falsi. Per dimostrare come il fattore 
chiave perché un quotidiano, oggi, riesca a posizionarsi con stabilità e autorevolezza nel 
sistema dei media sia la capacità di soddisfare le esigenze del proprio pubblico, che i 
giornalisti devono non solo individuare, ma anche trasformare in altrettanti input da 
seguire. Non ci sono ricette facili, in questo settore: occorre avere la consapevolezza 
che,  parafrasando Hegel, il quotidiano è diventato sempre più una scommessa del 
mattino.  
 
 

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Informazioni tesi

  Autore: Manuela Perrone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Mario Morcellini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

FAQ

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