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Mass moda: dalla moda elitaria alla moda di massa

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Anteprima della tesi: Mass moda: dalla moda elitaria alla moda di massa, Pagina 5
presente in tutte le società, sin dai tempi più antichi, sebbene in quelle primitive 
essa fosse molto più stabile rispetto all’era contemporanea, permettendo di 
distinguere gruppi sottoposti alle stesse condizioni di vita, nei quali le mode 
accentuavano la propria coesione interna e la differenza rispetto all’esterno. Nella 
moda, sostiene Simmel, risiedono solo motivazioni sociali, psicologiche e non 
puramente estetiche come potrebbe sembrare, di fatto «talvolta vanno di moda cose 
talmente brutte e ripugnanti che la moda sembra voler dimostrare il suo potere 
facendoci indossare quanto vi è di più detestabile: proprio la casualità con cui una 
volta essa impone l’utile, un’altra l’astruso […] mostra la sua completa noncuranza 
verso le norme oggettive della vita» . 
11
La ragione fondamentale della sua efficacia, nonché nucleo fondante della tesi 
di Simmel è quella secondo la quale «le mode sono sempre mode di classe - infatti -
le mode della classe più elevata si differenziano da quelle della classe inferiore e 
vengono abbandonate nel momento in cui quest’ultima comincia ad 
appropriarsene» . Si tratta in estrema sintesi della Trickle Down Theory, secondo la 
12
quale le mode, concernenti solo le classi più abbienti, ’gocciolano’ da esse verso 
quelle inferiori, che, una volta recepite nella loro totalità, apriranno la strada alle 
prime verso la ricerca di nuove tendenze che possano rimarcare la propria 
distinzione sociale. Un tempo la classe leader della moda era la nobiltà, ma sul 
finire dell’ottocento si fece conservatrice e arcaizzante «in modo consapevole e 
deliberato» , diversamente dai ceti bassi che lo erano in modo «oscuramente 
13
inconscio» ; per cui lo scettro della moda passò nelle mani della borghesia, la quale 
14
acquisì il privilegio di avere l’ultima parola in materia e senza il cui assenso una 
moda non riusciva ad affermarsi e trionfare. 
15
 Simmel Georg [1895], La moda, in ID., La moda e altri saggi di cultura filosofica, trad. 
11
italiana di Marcello Monaldi, Longanesi, 1985, p. 48.
 Ivi, p. 31.
12
 Ivi, p. 48.
13
 Ibidem.
14
 Baldini Costanza [2008], Sociologia della moda, Armando Editore, p. 34.
15
11

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Informazioni tesi

  Autore: Veronica Betti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Benedetta Baldi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

FAQ

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giornalismo
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