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Media e politica nella transizione fra prima e seconda Repubblica

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Anteprima della tesi: Media e politica nella transizione fra prima e seconda Repubblica, Pagina 12
16 
mo’ di linea programmatica - La televisione oltre che essere un grande momento di 
comunione familiare, è lo strumento grazie al quale la qualità della vita è andata via via 
migliorando: in qualunque parte d' Italia c' è un' offerta di spettacolo, di evasione che consente 
di passare le ore libere della giornata (e basti pensare alla gente sola in casa, a chi giace in 
un letto di ospedale) in maniera piacevole»
23
.  
Nel 1982 il gruppo acquista Italia 1 dall' editore Emilio Rusconi mentre è del 1984 la cessione 
da parte del gruppo editoriale Arnoldo Mondadori (all' epoca controllato dall' editore Mario 
Formenton) di Rete 4. E’ però l’amicizia di Berlusconi con l’allora presidente del Consiglio 
Bettino Craxi a risultare decisiva per le sorti di Fininvest
24
. Infatti il 4 febbraio 1985 il 
Parlamento converte in legge
25
 un decreto, fortemente voluto da Craxi
26
 che autorizza, per 6 
mesi, il “Cavaliere” a proseguire con le trasmissioni sulle sue 3 reti, tramite “ponti radio”, in 
modo da coprire l’intero territorio nazionale. «Sino all' approvazione della legge generale sul 
sistema radiotelevisivo e comunque non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore del 
presente decreto – recita il provvedimento - è consentita la prosecuzione dell' attività delle 
singole emittenti radiotelevisive private con gli impianti di radiodiffusione già in funzione 
alla data del 1° ottobre 1984, fermo restando il divieto di determinare situazioni di 
incompatibilità con i pubblici servizi. Ai fini di quanto previsto dal precedente comma 1 sono 
provvisoriamente consentiti, per ogni singola emittente, ponti radio tra i propri studi di 
emissione, i rispettivi trasmettitori e tra gli stessi ed i ripetitori con le caratteristiche tecniche 
in atto. ¨ consentita la trasmissione ad opera di piø emittenti dello stesso programma pre-
registrato, indipendentemente dagli orari prescelti». Permangono invece dei vincoli per 
                                                 
23
 Cfr La Repubblica, 30 dicembre 1984. 
 
24
 Queste le parole dello stesso Berlusconi raccolte dopo il contestato decreto sull’emittenza televisiva: «Io 
faccio l' imprenditore, credo nell' Occidente, nella libera iniziativa, nel mercato, nel progresso sociale. 
Ovviamente simpatizzo per chi ha le mie stesse idee. Sono amico di Craxi da lunga data. ¨ un' amicizia che 
risale a tempi non sospetti. Abbiamo un carattere diversissimo, ma lo stimo, lo apprezzo. Quanto ai decreti, 
penso che qualsiasi governo avrebbe agito così. Tutte le indagini d' opinione dimostrano che la gente ritiene quei 
provvedimenti giusti. ¨ la maggioranza del Paese: il 92 per cento. Semmai, Craxi ha rappresentato una remora, 
proprio perchØ è nota la nostra amicizia». (Cfr La Repubblica, 4 febbraio 1985). 
 
25
 La legge n.10/85 soprannominata anche “Salva Berlusconi”. 
 
26
 Nel dettaglio la legge si rendeva necessaria dopo che tre pretori da Roma, Milano e Pescara erano intervenuti 
il 16 ottobre 1984, disponendo - in base al codice postale dell' epoca - il sequestro nelle regioni di loro 
competenza del sistema che permetteva la trasmissione simultanea nel Paese dei tre canali televisivi. In 
conseguenza di ciò e per protesta, le emittenti Fininvest interessate dal provvedimento apposero sul video un 
messaggio, rinunciando a trasmettere la programmazione canonica. Dopo quattro giorni, il 20 ottobre 1984, il 
governo di Bettino Craxi intervenne direttamente nella questione aperta dalla magistratura, emanando un decreto 
legge in grado di rimettere in attività il gruppo. Ma il 28 novembre il Parlamento, invece di convertirlo in legge, 
lo rifiutò, giudicandolo incostituzionale e permettendo alla magistratura di riprendere l' azione penale contro 
Fininvest. Craxi varò quindi, il 6 dicembre 1984, un nuovo decreto, ponendo questa volta la questione di fiducia, 
che ottenne.
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Informazioni tesi

  Autore: Benedetto Antuono
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della Politica
  Relatore: Arianna Montanari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 205

FAQ

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