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Media e politica nella transizione fra prima e seconda Repubblica

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Anteprima della tesi: Media e politica nella transizione fra prima e seconda Repubblica, Pagina 4
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di diverse sfide alla legittimità che inducono Kaase e Newton [1995. 150 ss.] a parlare di 
crisi della democrazia con particolare riferimento, ad esempio, all’allontanamento dei 
cittadini dai partiti, all’emergere di atteggiamenti antipartitici e, piø in generale, di 
atteggiamenti di insoddisfazione e antiestablishment. Pharr e Putnam [2000] parlano senza 
esitazione di “democrazie insoddisfatte” e gli stessi due autori insieme a Dalton [2000, 25] 
sottolineano il declino della capacità degli attori politici di agire secondo gli interessi e i 
desideri dei cittadini, che è poi il declino di responsiveness. Nel complesso i tre autori vedono 
un declino della fiducia nelle pubbliche istituzioni, che viene confermato anche da Newton e 
Norris [2000] con riferimento a Parlamento, sistema legale, forze armate, polizia, 
amministrazione. Questa sfiducia nel governo è vista da Della Porta [2000] a partire da 
un’analisi della corruzione, della scarsa applicazione della legge e della stessa conseguente 
cattiva responsiveness»
5
. Il concetto chiave è, dunque, “responsiveness”. In effetti è proprio 
questa componente a sgretolarsi, pezzo dopo pezzo, a partire dagli anni 80, nel nostro Paese. 
Spiega ancora Morlino: «Una buona democrazia ha almeno cinque dimensioni di variazione 
che devono essere collocate al centro dell’analisi empirica. Le prime due sono dimensioni 
procedurali, in quanto attengono prevalentemente alle regole e solo indirettamente ai 
contenuti, pur essendo assai rilevanti anche per questi. Esse sono “rule of law”, ovvero 
rispetto della legge, e “accountability” ovvero responsabilità. La terza attiene al risultato e 
riguarda la responsiveness ovvero la rispondenza, cioè la capacità di risposta che incontra la 
soddisfazione dei cittadini e piø in generale della società civile […] Libertà ed eguaglianza, 
comunque intese, sono necessariamente collegate alla responsabilità o responsiveness. 
Questa è anzi il modo concreto di rendere piø probabile una migliore realizzazione di libertà 
ed eguaglianza dal punto di vista del cittadino e delle associazioni, nell’ambito di meccanismi 
rappresentativi»
6
.  
Una parziale conferma della disaffezione dei cittadini verso la politica si 
può avere dall’analisi dei trend elettorali a partire dal 1980. 
Considerando le elezioni politiche, è evidente come, dal 1976 in poi, si 
sia verificata un progressiva diminuzione della partecipazione elettorale 
degli italiani alle diverse consultazioni: si passa infatti dalla percentuale 
record di votanti per i Paesi occidentali, del 93,4% (1976), al 90,6% 
(1979), all’89% (1983), all’88,9% (1987), all’83% (1992) per arrivare alla parziale risalita del 
1994 (85,5%) con l’introduzione della nuova legge elettorale di stampo maggioritario. Negli 
                                                 
5
 Cfr L. Morlino, M. Tarchi, Partiti e caso italiano, Bologna, Il Mulino, 2006, p.95. 
 
6
 Ivi, p.87.
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Informazioni tesi

  Autore: Benedetto Antuono
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della Politica
  Relatore: Arianna Montanari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 205

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