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Memoria e identità in ''Beloved'' e ''Jazz'' di Toni Morrison

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Anteprima della tesi: Memoria e identità in ''Beloved'' e ''Jazz'' di Toni Morrison, Pagina 3
piede nelle zone meridionali in cui vi erano terreni fertili adatti a vaste piantagioni di prodotti 
molto richiesti, quali il caffè, il tabacco, lo zucchero e il cotone. Già negli anni Sessanta del 
Seicento la legge rendeva la schiavitù una condizione ereditaria e permanente per gli Africani, gli 
schiavi erano considerati chattles, “beni mobili” e chi li acquisiva possedeva anche la loro 
discendenza. Preludio degli orrori e delle violenze che gli schiavi si trovavano a vivere nel 
Nuovo Mondo era già il Middle Passage
2
, la traversata atlantica sulle navi negriere durante la 
quale essi venivano stipati e incatenati nelle stive per poter garantire un numero maggiore e 
massimizzare così i guadagni
3
. 
   Per poter capire fino in fondo le cause alla base della tratta atlantica degli schiavi africani 
bisogna risalire al XVI secolo, quando le grandi potenze europee iniziarono a creare 
insediamenti in America e la maggior parte dei vantaggi economici che le colonie americane 
potevano garantire erano legate alla creazione di piantagioni. Per questo diveniva necessario 
l'uso di grandi quantità di manodopera per il lavoro più pesante. Il tentativo iniziale degli europei 
di far lavorare gli indigeni americani risultò però molto presto insufficiente a causa dell'alta 
mortalità delle popolazioni native dovuta a malattie importate dai conquistatori. Inoltre, 
contemporaneamente a tutto questo, gli europei entravano in contatto con la pratica nordafricana 
di far schiavi i prigionieri di guerra, spesso barattati, in quanto gli schiavi africani risultavano più 
adatti a sopportare il lavoro forzato; portoghesi e spagnoli iniziarono perciò a procurarsi questi 
servi da mandare nelle colonie americane dando così inizio al più grande commercio di schiavi 
della storia, quello attraverso l'Oceano Atlantico. Come afferma Eric Williams l'origine della 
schiavitù nera è legata esclusivamente a fattori economici e non di razza. Posto a confronto con 
la servitù bianca e indiana il lavoro dei neri era nettamente superiore. Le caratteristiche 
dell'uomo, la capigliatura, la dentatura, furono trattazioni successive per giustificare una 
semplice realtà economica: le colonie avevano bisogno di lavoro e il lavoro dei neri era 
nettamente migliore
4
.
   Alcuni storici ritengono che le origini della crisi che a poco a poco culminò nella guerra civile 
vadano ricercate proprio in quel 1619 che vide una nave da guerra olandese vendere “venti negri 
in soprannumero” a Jamestown, una colonia della Virginia. Inizialmente questi schiavi venivano 
comparati ai servi a contratto
5
 provenienti dall'Inghilterra ma poi, mano a mano in modo sempre 
2 Era così chiamato perché costituiva il tratto intermedio del viaggio che le navi compivano dopo essere partite 
dall'Europa con prodotti commerciali che servivano come merce di scambio per l'acquisto degli schiavi da 
traghettare nelle Americhe; da qui, poi, le navi ripartivano cariche di materie prime, completando così il 
cosiddetto “commercio triangolare”. 
3 M.Giulia Fabi.  America Nera: la Cultura Afroamericana. Roma: Carocci Editore, 2002.
4 Eric Williams. Capitalismo e schiavitù. Bari: Laterza, 1971.
5 Erano così chiamati perché prima di partire dalla madre-patria firmavano un contratto, reso coattivo per legge, 
che li impegnava a servire per un certo periodo di tempo in cambio della traversata.
2
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Informazioni tesi

  Autore: Silvia Sillani
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Mirella Vallone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 97

FAQ

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Parole chiave

jazz
beloved
toni morrison
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