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Memoria musicale e malattia di Alzheimer

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Anteprima della tesi: Memoria musicale e malattia di Alzheimer, Pagina 10
proprio vissuto permettendo la sua riconsiderazione sotto altre luci e sotto altri punti 
di vista. 
La musica, dove ha accompagnato le parole, col passare del tempo ha sempre più 
acquisito una sua identità. Quando viene tradotto il testo di una canzone da una lingua 
a un’altra o ancor più da un dialetto alla lingua essa perde le caratteristiche distintive e 
peculiari, e, mutando aspetto, può perdere il suo significato. 
In altri casi si possono ascoltare brani musicali ai quali è stato tolto il testo e 
mantengono intatto il loro rimando di significato; in questo caso le parole sembrano 
essere una parte secondaria del brano mentre la musica occupa quella principale. 
In un contesto musicoterapico l’ ascolto, il canto di canzoni e la successiva 
verbalizzazione stimolano i ricordi personali (memoria autobiografica ed episodica) 
mediante associazioni indotte dalle arie del retroterra canoro-musicale di 
appartenenza che costituiscono lo sfondo di emozioni, luoghi, persone e avvenimenti 
della vita vissuta. 
La musica coinvolge livelli affettivi complessi. Alcune melodie più di altre hanno questi 
poteri, sono quelle che ci appartengono e che esprimono in un altro spazio e in un 
altro tempo la gioia e il dolore. 
“La musica arriva quasi ad esprimere l’inesprimibile-cioè dopo il silenzio” (Aldous 
16
Huxley). 
1.4 
Memoria e ascolto 
L’ascolto musicale attiva numerosi processi fisiologici e psicologici strettamente 
17
connessi al vissuto di ognuno. 
Alla memoria a lungo termine appartengono: 
 La memoria esplicita, autobiografica o dichiarativa che contiene la storia della 
persona, i ricordi delle esperienze passate che si esprimono verbalmente 
 La memoria implicita, non dichiarativa. A questo secondo tipo appartiene il 
“saper fare”, l’apprendimento motorio, la memoria della successione di tutti 
quei gesti necessari per compiere un’azione e conserva anche il ricordo 
dell’aspetto emozionale delle prime esperienze madre-bambino-ambiente. 
La memoria implicita non è collegata allo “stare ricordando qualcosa”, né a un 
senso di sé, né possiede una collocazione temporale. Essa favorisce la 
costruzione di “modelli mentali “ che sono indispensabili all’apprendimento; la 
loro radice si fonda nel passato e deriva dalle prime sensazioni degli scambi 
emozionali madre-bambino. Tali modelli inconsapevolmente influenzano tutta 
la nostra vita, nel presente e nel futuro per mezzo delle intuizioni e quindi del 
potere anticipatorio ad esse collegato. Essi appartengono quindi alla memoria 
16
 M. CRITCHLEY, Esperienze estatiche e sinestesi che durante la percezione musicale, in M.CRITCHLEY, 
R.A. HENSON, La musica e il cervello, Piccin, Padova, 1987, p. 226 
17
 A. GUZZONI, L’ascolto in Musicoterapia, in G. MANAROLO, Manuale di Musicoterapia, Cosmopolis, 
Torino, 2006, pp. 287-290 
17 
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Informazioni tesi

  Autore: Giovanna Dellacasagrande
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Musicoterapia
Anno: 2010
Docente/Relatore: Alfredo Raglio
Istituito da: Casa della Musica - Genova
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 114

FAQ

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