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Memoria musicale e malattia di Alzheimer

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Anteprima della tesi: Memoria musicale e malattia di Alzheimer, Pagina 6
L’identità è una costruzione simbolica che nasce dalla memoria sia per il singolo sia 
per la comunità; si forma con la modalità della selezione naturale, esprimendo un 
pensiero comune agli individui che appartengono a una data collettività, pensiero che 
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si è delineato mediante una selezione sociale. 
Gli studi su memoria e identità collettiva hanno inizio nel 1920 ed è Emile Durkeheim 
che indaga per primo l’argomento come un fenomeno sociale. In seguito Maurice 
Halbwachs (1976,1987, 1988) definisce meglio il concetto di memoria collettiva, cioè 
il ricordo di un passato condiviso, tracciando tre coordinate che ne costituiscono la 
possibilità di esistenza: 
1. Coordinate spazio-temporali determinate 
2. Una relazione simbolica del gruppo con se stesso 
3. Una ricostruzione continua della memoria stessa 
Tutti i gruppi elaborano una memoria sociale alimentata da un fondo comune di ricordi 
che sono messi in relazione a uno spazio e a un tempo; essi sono tracce di memoria 
ripercorse o fisicamente o con l’immaginazione. 
Può trattarsi di luoghi che hanno assunto un significato da azioni, riti, gesti condivisi 
avvenuti in un dato luogo e che assicurano l’identità del gruppo, rappresentando il Sé 
collettivo condiviso. 
Si tratta di elementi che nello spazio e nel tempo offrono un’immagine di permanenza 
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e stabilità ( Halbwachs, 1987) 
Halbwachs afferma che il gruppo elabora una memoria di sé incentrata sul gruppo 
stesso contrapponendosi ad altri, selezionando elementi propri che si diversificano da 
quelli di altri gruppi. La durata del gruppo viene considerata “eterna” come l’anima 
immortale. 
Il filtro attraverso il quale è ricostruita la memoria collettiva è formato da vari fattori 
che mutano in relazione al presente che viene percepito come un passato ricostruito. 
La memoria è una selezione sociale del ricordo che è socialmente ricostruita tramite un 
lavoro selettivo che comprende o esclude rappresentazioni. 
Ogni società ha una memoria di sé che dà una visione del proprio passato. Le 
rappresentazioni del passato possono spiegare il presente (Lacan, “tu sei la tua storia”) 
che implica la consapevolezza di ciò che non si è rispetto a ciò che saremmo potuti 
essere anche rispetto a ciò che sono altre culture, altre società… 
Come avviene nel singolo individuo i ricordi sono emotivi, passionali, evocativi. La 
memoria quindi non è una “registrazione del passato”, ma una rappresentazione del 
passato ottenuta attraverso il ricordo da un lato e l’oblio dall’altro; essa non è un dato 
naturale, ma come nel singolo, una costruzione culturale. 
Il fenomeno della memoria è frutto dell’assunzione di determinati elementi connotati 
di significato simbolico e allo stesso tempo è frutto della rimozione di altri elementi, 
secondo un’attribuzione di valori condivisi. 
8
 U. FABIETTI, V. MATERA, Memoria e identità, Meltemi, Roma, 1999, p. 9 
9
 Citato in U. FABIETTI, V. MATERA, Memoria e identità, Meltemi, Roma, 1999, p. 9 
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Memoria musicale e malattia di Alzheimer

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanna Dellacasagrande
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Musicoterapia
Anno: 2010
Docente/Relatore: Alfredo Raglio
Istituito da: Casa della Musica - Genova
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 114

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