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Millennium development goals: quali ostacoli al loro raggiungimento?

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Anteprima della tesi: Millennium development goals: quali ostacoli al loro raggiungimento?, Pagina 8
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8 ―Un cambio di rotta verso la bioenergia (molti i buoni motivi per passare ai biocombustibili)‖, 25 aprile 2006. 
2. Il bioetanolo da canna da zucchero, largamente prodotto in Brasile, ha un’efficienza 
nella riduzione delle emissioni di carbonio attorno al 90% e ha una resa di oltre otto 
unità di energia ogni unità impiegata nella produzione; è competitivo in modo 
marginale con le altre produzioni agricole e non incide sui prezzi dei prodotti 
alimentari. Secondo un rapporto della FAO del 20068 il potenziale di produzione di 
bioetanolo da canna da zucchero è molto elevato nelle zone tropicali del pianeta, dove 
esistono vaste aree marginali non coltivate che potrebbero produrre biocombustibili. 
Queste aree corrispondono ai Paesi più poveri e rappresentano, quindi, una potenziale 
fonte di ricchezza e sviluppo, se coltivate a fini energetici. 
3. L’etanolo ottenuto dal grano, come accade in Europa, ha una resa energetica più o 
meno pari all’input. 
4. L’etanolo e il biodiesel di ―seconda generazione‖, derivati da biomassa cellulosica 
(lolla di riso, bagassa da canna da zucchero, residui agricoli, rifiuti solidi urbani) o 
dalle alghe, saranno disponibili entro i prossimi 10-15 anni e potranno essere 
competitivi con i combustibili fossili senza compromettere la sicurezza ambientale e 
quella alimentare. 
Sulla base di quanto appena esposto, tali studiosi sostengono che negli Stati Uniti e in Europa 
(dove si produce etanolo anche da barbabietole e colza) il processo sia antieconomico e che si 
regga sull’erogazione di forti sussidi pubblici. In particolare negli USA l’utilizzo del mais per 
l’etanolo viene promosso anche con barriere all’import e alti dazi sull’etanolo brasiliano. Si 
nota così che le politiche dei Paesi industrializzati a favore dei biocarburanti sono in parte 
guidate dal protezionismo agricolo.  
In conclusione, sembrerebbe provata la sostenibilità dell’etanolo ricavato dalla canna da 
zucchero, la cui unica alternativa sostenibile sarebbe rappresentata da quello di origine 
cellulosica, il cosiddetto etanolo di ―seconda generazione‖, per il quale però esistono ancora 
forti scogli tecnologici da superare.  
Alla luce di quanto appena descritto, come stanno reagendo i Governi europei? Nell’aprile del 
2008 la Germania ha annunciato la drastica cancellazione del piano sui biocarburanti che, già 
nel 2009, avrebbe dovuto avviare l’uso generalizzato di benzina al 10% di etanolo per l’intero 
territorio nazionale. La motivazione ufficiale fornita è di tipo tecnico: la nuova miscela 
richiederebbe il rinnovo di un milione di auto, a spese dei consumatori. Ovviamente, a fianco 
di questa giustificazione gioca un ruolo fondamentale la concomitante crescita dei prezzi delle 
derrate alimentari. Va sottolineato che già un anno fa Paesi come Gran Bretagna e Germania si 
sono dichiarati contrari all’obiettivo obbligatorio di utilizzare il 10% di biofuel nel settore dei

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Pagani
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Brescia
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Enrico Marelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 91

FAQ

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