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"Misurare la felicità": opportunità e limiti degli indici di benessere tra Pil e democrazia

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Anteprima della tesi: "Misurare la felicità": opportunità e limiti degli indici di benessere tra Pil e democrazia, Pagina 8
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moneta liberamente quando rimane limitata la capacità di accrescere la 
produzione. Ė pertanto il padre della macroeconomia, John Maynard Keynes, il 
primo a interrogarsi sulle modalità per conoscere il massimo prodotto corrente che 
ogni Paese è in grado di ottenere con le proprie risorse. I suoi studi, uniti a quelli 
di Wassili Leontief
3
 sulle interazioni tra i diversi settori dell’economia, 
costituiscono l’embrione del concetto di Pil
4
 che, ammoniva già lo stesso Keynes, 
non può essere ritenuto misura esaustiva del benessere di un Paese.  
Oggi il calcolo del Pil – inizialmente elaborato annualmente, poi ogni tre mesi 
pressoché in tutti i paesi – è affidato alla statistica economica, in particolare al 
ramo della contabilità nazionale
5
. I dati raccolti relativi a produzione, import-
export e consumi di un Paese vengono riportati in una serie di tavole riassuntive 
che permettono un confronto sulla coerenza delle varie fonti. La tavola più 
importante è il Conto economico delle risorse e degli impieghi, che riporta un 
bilancio su come vengono prodotte e impiegate le risorse. Semplificando: 
all’attivo, le voci relative a ‘Prodotto interno lordo’ e ‘Importazioni di beni e 
servizi’ riportano, nell’insieme, le risorse che nell’ultimo trimestre (o anno) sono 
state a disposizione dei cittadini. Al passivo, i ‘Consumi finali’, gli ‘Investimenti 
lordi’ e le ‘Esportazioni di beni e servizi’ mostrano a loro volta che tipo di 
impiego si è fatto di queste risorse. Si è sintetizzato in quanto ciò è interessante 
osservare è il carattere ‘lordo’ del Pil, poiché non include gli ammortamenti, ossia 
il consumo di capitale che è stato necessario per produrlo: ciò significa che non è 
dato sapere quanto, per una determinata ricchezza, stiamo investendo in termini di 
risorse (se vogliamo, anche in prospettiva delle generazioni future). Un chiaro 
esempio ce lo offre Baudet (2009, 14): “il Pil aumenta in caso di catastrofe 
naturale grazie alle spese per la ricostruzione, mentre il costo della catastrofe non 
viene contemplato”. Si suppone un’illimitata disponibilità di risorse, mentre non si 
considera il depauperamento di aria, terre, boschi, fiumi, mari, acqua e materie 
prime: sono beni naturali che non hanno prezzo poiché non sono scambiati sul 
mercato. Il loro sfruttamento, pertanto, non rientra tra i costi di produzione e non è 
                                                 
3 Premio Nobel per l’economia nel 1973 per il sistema input-output, ossia una suddivisione del 
sistema economico in settori, in ognuno dei quali è possibile mettere in evidenza ciò che ciascun 
settore prende (input) e fornisce agli altri (output). 
4  È di Keynes l’equazione Y = C + G + I + (X − M), dove Y è il Pil, C sono i consumi finali, G è la 
spesa dello stato, I gli investimenti, X le esportazioni e M le importazioni. 
5  “La contabilità nazionale si riferisce all’intero sistema economico, pubblico e privato. Non va 
confusa con la ‘contabilità di Stato’, materia giuridica che studia invece regole e modalità di 
elaborazione dei conti delle pubbliche amministrazioni” (Speroni 2010a, 161)
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Informazioni tesi

  Autore: Davide Daghia
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale
  Relatore: Giancarlo Gasperoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 141

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