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Misure di disuguaglianza e povertà: un'analisi empirica per il caso italiano

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Anteprima della tesi: Misure di disuguaglianza e povertà: un'analisi empirica per il caso italiano, Pagina 3
____________________________________________________________Introduzione 
 
 3 
che comprende tutte le entrate monetarie dei membri della famiglia, al netto delle 
imposte pagate. 
L’unità di analisi che è stata scelta in tutte le elaborazioni che seguiranno è la famiglia, 
intesa secondo la definizione accolta nell’indagine della Banca d’Italia, ovvero 
sostanzialmente la famiglia in senso anagrafico, che ha come riferimento centrale la 
convivenza e non necessariamente il matrimonio. Si assume quindi che tutti gli 
individui che appartengono alla stessa famiglia godano del medesimo livello di reddito. 
Il riferimento alla famiglia rende necessario trovare una unità di misura dei redditi 
familiari in quanto indicatori di benessere. Per rendere comparabili i redditi di famiglie 
di diverse struttura, è necessario adottare una scala di equivalenza: si tratta di un indice 
che standardizza le eterogeneità demografiche associando a ciascuna tipologia familiare 
un numero di “adulti equivalenti” (Bosi, 2000). La divisione del reddito monetario per 
la scala produce il reddito equivalente, una misura che non dipende dalle caratteristiche 
demografiche della famiglia. Il reddito disponibile familiare equivalente costituisce 
l’indicatore di benessere utilizzato in questo lavoro per la valutazione delle misure di 
disuguaglianza e povertà2. I pesi campionari forniti dall’Archivio Storico della Banca 
d’Italia, necessari per rendere rappresentativi i risultati, sono sempre stati applicati. 
In questo studio sarà trattata, in primo luogo, la distinzione tra distribuzione primaria e 
distribuzione secondaria e verranno presentate le principali teorie relative ai due tipi di 
distribuzione. Una specifica attenzione verrà rivolta agli aspetti metodologici della 
comparabilità nel tempo dei dati storici, alla costruzione delle diverse misure di 
disuguaglianza e povertà e alle loro più comuni rappresentazioni grafiche. Sia la povertà 
che la disuguaglianza vengono esaminate nella loro fondamentale dimensione 
economica, tramite l’uso di adeguati strumenti statistici. 
Largo spazio sarà  dedicato all’analisi critica dei dati empirici circa la distribuzione dei 
redditi delle famiglie italiane, ed al commento degli indici di disuguaglianza e povertà 
calcolati per un campione di famiglie in un arco di tempo che va dal 1987 al 2004. 
Molti sono i fattori che concorrono a creare i diversi livelli di disuguaglianza e povertà 
all’interno di un paese, uno tra i più importanti, che verrà ampiamente discusso, è il 
divario tra Nord, Centro e Sud. 
A questo proposito vengono calcolati gli indici di Gini e di Atkinson prendendo come 
variabili di riferimento alcune caratteristiche socio-demografiche tra cui: il livello 
                                                 
2
 In tutte le elaborazioni e tabelle successive saranno quindi riportati valori equivalenti, salvo che non 
venga specificato diversamente. 

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Informazioni tesi

  Autore: Irene Brunetti
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Carlo Bianchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 108

FAQ

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Parole chiave

distribuzione del reddito
disuguaglianza
idici di povertà
indice di atkinson
indice di gini
povertà

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